BergamoFestival: Arte e decrescita felice. Da Malevič a Serge Latouche

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Arte e decrescita. Un’abbinata intrigante, quella degli appuntamenti del Bergamo Festival Fare la pace di domani. Protagonisti del primo incontro, alle 18 al Centro Congressi Giovanni XXIII saranno Giacinto di Pietrantonio direttore della Gamec e Giovanna Brambilla, responsabile dei servizi educativi Gamec. Parleranno di «Guerra e pace. La battaglia di Malevič per l’arte astratta». È un incontro che anticipa i temi della  grande mostra autunnale dedicata all’astrattista russo Kazimir Malevič alla GAMeC. In un periodo cruciale per la Russia, tra rivoluzione e totalitarismo, Malevič condusse una battaglia estetica appassionata, che lo portò, alla fine, all’inevitabile scontro con un regime che considerava le sue opere anti sociali e antidemocratiche. L’evento è inserito nel ciclo d’incontri di formazione legati alla mostra organizzata da GAMeC.

Alle 20,45 (stesso luogo) arriva invece Serge Latouche, guru mondiale della “decrescita felice”. Accanto a lui Bernardo Bortolotti, professore di economia all’Università di Torino, che sostiene il punto di vista opposto. Il confronto sarà moderato da Marco Marzano, sociologo e docente di sociologia dell’organizzazione all’Università di Bergamo. Parleranno di «Crescere o non crescere? Le sfide del mercato globale e il senso umano dell’economia.

Le dinamiche del capitalismo avanzato sono giunte in questi ultimi anni a una loro fase critica. La crisi economica finanziaria è stata oggetto di misure straordinarie da parte delle istituzioni, ma il rischio di una grande depressione resta elevato. Il meccanismo dell’economia globale sembra essersi infatti inceppato in alcuni dei suoi ingranaggi di base. Mantenerlo in tutta la sua vitalità richiede sforzi continui che allargano continuamente la distanza fra chi riesce a mantenere un grande potere economico e chi ne viene escluso in maniera sempre più drastica. Per alcuni economisti, come Serge Latouche, la decrescita è innanzitutto uno slogan per indicare la necessità e l’urgenza di un “cambio di paradigma”, di un’inversione di tendenza rispetto al modello dominante della crescita basato sulla produzione esorbitante di merci e sul loro rapido consumo. Forse però esistono anche criteri economici capaci di rendere l’obiettivo della crescita compatibile con una sostenibilità umana globale. Nel libro Crescere insieme per un’economia giusta, Bortolotti sostiene, contro la crescita eccessiva delle diseguaglianze, la necessità di un nuovo paradigma che ricostruisca quel vincolo umano essenziale di solidarietà e giustizia che l’economia ha perduto.
Prendere la direzione dell’economia giusta non è un passo facile né scontato perché presuppone un salto culturale: condividere la necessità di un ancoraggio morale nelle scelte economiche. Una sfida difficile, ma anche una straordinaria opportunità per coniugare crescita economica e progresso sociale.

Tutti gli eventi sono gratuiti previa prenotazione on line sul sito: www.bergamofestival.it

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