L’Adorazione dei Magi di Bonifacio De Pitati in mostra a Palazzo Creberg

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L’Adorazione dei Magi di Bonifacio De Pitati è esposto nella sede storica del Credito Bergamasco per le feste natalizie. In occasione del periodo natalizio, nel Salone principale di Palazzo Creberg (Largo Porta Nuova, 2 – Bergamo) viene esposto il dipinto Adorazione dei Magi di Bonifacio De Pitati (Verona, 1487 – Venezia, 1553) che fa parte della collezione del Credito Bergamasco/Banco Popolare. Bonifacio De Pitati, detto anche Bonifacio veneziano, fu allievo del grande Palma il Vecchio, ma subì l’influenza del Giorgione e del Tiziano. Del Giorgione, come nell’opera in questione, sente la cromatica e i suoi colori vivacissimi diventano piani di intersezione. Si cimentò in più occasioni nella rappresentazione del tema dell’adorazione dei magi. Qui la figurazione è ampia e spazia lontano per ritornare in una sorta di gioco involutivo in primissimo piano. Quest’opera è bella anche nei particolari: diventano elementi tutti di gioco compositivo sì da creare fasci di contrazione e dilatazione al tempo stesso in una sorta di continuità cromatica pervasa di rara intensità di luce. L’insieme ha un aspetto dinamico, propone un’impalcatura in diagonale che segna la profondità del dipinto e, al contempo, ne pone accuratamente al centro il piccolo Gesù che accoglie l’omaggio del sovrano orientale. Anche le architetture malconce che circondano la capanna, lungi dall’essere una citazione di modalità rappresentative consolidate o un puro accorgimento gradito al pittore, servono per ribadire, con la loro rovina, il ruolo di Cristo, destinato a sostituire con la sua venuta le oramai fatiscenti strutture del mondo ante gratiam dei pagani (Aikema 1990, pp. 191-195). Quanto alle fonti che ispirarono il pittore, vale la pena di porre il confronto con l’analogo soggetto eseguito da Palma il Vecchio (Milano, Pinacoteca di Brera), collocato nella chiesa veneziana di Sant’Elena fra il 1525 e il 1526 (Rylands 1988, pp. 243-244; Rossi 1990, pp. 442-446).Le somiglianze sono molte, ma Bonifacio De Pitati reinterpreta il soggetto in modo personale. Ingresso libero. Orari: da lunedì a venerdì, dalle 8.20 alle 13.20 e dalle 14.50 alle 15.50.

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