Rumoroso silenzio. I giovani di Teatro Nuovo Bergamo raccontano le foibe e il dramma degli esuli istriani

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Il 12 febbraio al Teatro Gavazzeni di Seriate (già tutto esaurito) andrà in scena il debutto del nuovo spettacolo di TNB – Teatro Nuovo Bergamo, la produzione indipendente con l’età media più bassa d’Italia, capitanata dall’autore e regista Luca Andreini.
Il titolo è un ossimoro, “Rumoroso silenzio”, che dice già molto dell’originalità del progetto. Il tema affrontato è difficile e si porta dietro decenni in cui è stato disconosciuto o tacciato di una connotazione politica in modo forzato: il dramma del popolo istriano-giuliano-dalmata che a cavallo tra il secondo conflitto mondiale e il dopoguerra è stato costretto a fuggire dalla propria terra, che fino ad allora era parte del territorio italiano, trovando l’esilio o la morte nelle foibe per il solo fatto di non rinnegare la propria identità. Durante la conferenza stampa di presentazione, nella Sala Galeotti dell’Università, sono intervenuti alcuni rappresentanti del comitato bergamasco dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, che con le loro testimonianze (la presidente Maria Elena Depetroni è figlia di esuli) mantengono viva una memoria che piano piano va sbiadendo. Particolarmente toccante e applaudito, in questo senso, il ricordo di Vincenzo Barca, presidente onorario dell’Associazione, 92 anni, che con straordinaria lucidità ha raccontato la sua vicenda di esule che nel 1944, ragazzino, a Fiume (dove tra i suoi migliori amici c’erano croati, ungheresi e ebrei) ha dovuto “optare” per il passaporto italiano o quello jugoslavo. Non si poteva tornare indietro: dopo la scelta la Jugoslavia lo ha reso subito apolide, mentre lo Stato ha opposto qualche resistenza: solo dopo 6 anni, e con migliaia di persone di cui non si è saputo più nulla, è potuto tornare ufficialmente italiano, e da allora non è più tornato nel luogo dove abitava.
Con queste premesse, “Rumoroso silenzio” poteva essere una drammatica rievocazione storica, ma Luca Andreini e il suo cast hanno fatto una scelta diversa, pur non anticipando quasi nulla della trama: «raccontare il desiderio e non l’orrore» Attraverso la storia d’amore dei protagonisti Ferdinando e Norma (interpretati da Andrea Salierno e Elisa Giorgio), indecisi se fuggire subito o prendere tempo, non vogliono ricostruire una vicenda in particolare, ma ricreare – anche attraverso musiche e costumi – l’atmosfera di un tempo in cui il desiderio di affermare la propria identità, per gli italiani, era davvero forte.
Lo spettacolo deve molto all’esperienza di Simone Cristicchi, che per primo ha affrontato sul palco di un teatro questa tematica: non a caso il cantautore romano ha voluto esprimere, attraverso il messaggio, la sua approvazione al progetto.
“Rumoroso silenzio”, dopo il debutto bergamasco (seconda data in città il 20 febbraio al teatro Don Bosco di Colognola) partirà per un tour che toccherà, tra le altre, anche Trieste ai primi di marzo. Le iniziative di lancio non finiscono qui: il 4 febbraio, alla libreria IBS di Bergamo ci sarà la presentazione al pubblico, mentre il giorno prima del debutto la prova sarà aperta alle scuole di teatro. Per ulteriori informazioni si può consultare la pagina Facebook di TNB o l’hashtag #RsOpen su Twitter.

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