Un cacciatore nella foresta delle maschere. Un libro, una sorpresa, un laboratorio. E un gioco

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C’è un cacciatore un po’ sprovveduto che un giorno si addentra in un bosco incantato. Ha un paniere da riempire, ma non sa con chi ha a che fare: una volpe e i suoi piccoli, che lo prendono un po’ in giro, una tigre, che è meglio non incontrare nemmeno se si è armati di fucile, un amabile coniglietto, che passa di lì proprio mentre il cacciatore sta facendo la siesta, un maestoso capriolo reale, un gufo che ride tra sé perché il cacciatore si è perso e non sa come tornare a casa. Ma decisivo sarà l’intervento di un folletto…È un libro gioco sgargiante «Nella foresta delle maschere» con parole e immagini di Laurent Moreau (Orecchio Acerbo, pp.40, euro 16,90). Contiene fra l’altro un libro gioco con nove maschere già ritagliate. Perfette a Carnevale per costruire in casa un costume last-minute. Questo libro però non è solo questo, è proprio una traccia di gioco, particolarmente ghiotta se si ha a che fare con un gruppo di bambini tra i tre e i sei anni: prima un piccolo laboratorio per ritagliare e comporre le maschere. Poi si può costruire insieme una piccola caccia al tesoro nel bosco incantato (per esempio nascondendo le maschere, così il primo che ne trova una diventa quel personaggio e la indossa), un’edizione speciale di nascondino, in cui il cacciatore deve trovare tutti gli animali del bosco, opportunamente mascherati, “strega comanda color” imitando le andature di tigri, scimmie, coniglietti e gufi. Molte altre varianti possono venirvi in mente leggendo la storia di Moreau.
Giovanissimo illustratore francese di straordinario talento, Laurent Moreau nel 2013 si è aggiudicato il premio Andersen per il miglior libro fatto ad arte con “A che pensi?” -il suo primo albo tradotto nella nostra lingua- per poi rinnovare il successo in libreria prima con “Dopo” e con “La mia famiglia selvaggia”. L’uno e l’altro pubblicati da Orecchio Acerbo. I suoi disegni hanno colori vivacissimi, un tratto avvolgente e solo in apparenza semplice, pagine vivaci sempre pullulanti di piante e animali. Eclettico e originale, ha più volte sconfinato nell’ambito del fumetto, della carta stampata e della fotografia, esclusivamente però con la Polaroid.

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