La Giornata della Terra, l’accordo globale sul clima a New York e la riforestazione

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Oggi 22 aprile 2016 si celebra la 46esima edizione della Giornata della Terra, l’“Earth Day” che promuove la protezione ambientale del Pianeta Terra, anzi la nostra “Casa comune” come ha scritto Papa Francesco nell’Enciclica “Laudato sì”. Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra, come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo e informativo.

I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili, il riscaldamento globale, ecc… La lista purtroppo è lunga. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo. È la “Green Generation”, perché un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali è possibile.

In Italia la Giornata della Terra si celebra solo dal 2007. Ogni anno si tengono concerti, eventi culturali e incontri per condividere il problema della tutela ambientale, il programma completo dell’Earth Day” si trova sul sito www.earthdayitalia.org.

Quest’anno la ricorrenza assume una valenza particolare, perché durante questa simbolica giornata a New York nella sede delle Nazioni Unite avrà luogo una cerimonia che darà inizio alla firma del nuovo accordo globale sul clima approvato nell’ultima conferenza “COP 21” della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico a Parigi. I rappresentanti dei Paesi, oltre 165 leader del mondo, tra i quali anche il nostro Premier Matteo Renzi, dovrebbero annunciare i propri programmi per una rapida ratifica di nuove e più incisive iniziative per mantenere il riscaldamento al di sotto di 1,5°C. Iniziative quanto mai urgenti considerato che il 2015 è stato l’anno più bollente da 137 anni e che il 2016 si è annunciato quanto mai anomalo, segnato da intere settimane di caldo fuori stagione.

Il nostro Pianeta ha la febbre: le temperature superficiali della Terra già nell’anno in corso potrebbero avvicinarsi pericolosamente a 1,5 °C in più rispetto ai livelli pre-industriali. Un aumento che potrebbe sfiorare proprio quel grado e mezzo in più fissato come soglia limite a dicembre dalla comunità internazionale nell’accordo sul clima di Parigi. A lanciare l’allerta il n°1 del Goddard Institute for Space Studies della Nasa (Giss), Gavin Schmidt, che prevede “sulla base dei dati sulle temperature medie globali raccolti tra gennaio e marzo dal Giss della Nasa, una probabilità superiore al 99% di avere un 2016 da record”. Occorre quindi correre ai ripari, perché “il clima è un bene comune di tutti”, come ha scritto Papa Francesco nella sua Enciclica ambientalista nella quale ha auspicato l’avanzata di “politiche urgenti” per l’emissione dei gas inquinanti.

L’“Earth Day” quest’anno è dedicato alla riforestazione con un obiettivo, mettere a dimora 7,8 miliardi di nuove piante entro il 2019. Finora sono state innestate solo tre milioni di radici in 32 Paesi. Anche noi possiamo dare il nostro piccolo contributo piantando un albero, anche piccolo per aggiungere ossigeno all’atmosfera. Ricordiamo che sono 143 gli alberi pro capite in Italia che assorbono dodici milioni di emissioni di CO2 e che sono 15 miliardi gli alberi che scompaiono nel mondo ogni anno per tagli sconsiderati e incuria. Quello nel quale viviamo è un Pianeta da preservare, contribuiamo a salvaguardarlo eliminando sprechi, come per esempio lo “stand by”, la “lucina rossa” sulla televisione o il PC, acceso tutto il giorno e che incide sulla spesa domestica fino al 7%. Inoltre l’acqua è un bene principe da difendere, se consideriamo che negli ultimi dodici anni ogni anno 300 miliardi di tonnellate d’acqua hanno lasciato le coste della Groenlandia e 220 miliardi di tonnellate dall’Antartide a causa dello scioglimento dei ghiacciai.

“Il nostro stesso corpo è costituito dagli alimenti del pianeta, la sua aria è quella che ci dà respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora” ci ricorda Papa Francesco nelle prime pagine della “Laudato sì”. Infine, una buona notizia: con l’8% di energia prodotta dal fotovoltaico, l’Italia è salita in testa alla classifica mondiale. Ciò sta a significare che oggi nel nostro Paese il 43% dell’energia consumata proviene da fonti rinnovabili: idroelettrico, fotovoltaico, eolico e geotermico. Ora occorre però un piano nazionale per gli edifici pubblici quali scuole, ospedali e università.

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