Mi chiamo Helena, con la «H» e sono una volontaria europea: un progetto e un’avventura

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Seconda puntata della rubrica #vieniviaconme. Helena, 22 anni, volontaria europea che collabora con Aeper racconta la sua esperienza di giovane “impegnata nel sociale”: un’avventura quotidiana che le ha cambiato la vita. 

E non è solo il mio nome chi è un po’ strano, Helena con la “h”. Il mio cognome per voi italiani è impronunciabile – Chamier-Gliszczyńska. Vengo dalla Polonia del centro-nord, da Bydgoszcz (perché sì, è possibile mettere quattro consonanti in fila nelle parole polacche). Ho 22 anni, mi sono laureata a giugno dell’anno scorso nelle lingue arabo e francese. Ma il mio primo amore era e sempre sarà la lingua polacca e poi l’inglese –  la lingua in cui ho fatto la scuola media e superiore e ho passato il mio esame di maturità. Le lingue, tutte quelle che ho studiato, sono diventate nel tempo la mia passione e lo strumento non solo per comunicare ma anche per scoprire nuove culture. Cinque anni fa ho scoperto tutte le opportunità che il programma dell’Unione Europea – Erasmus + può darmi. Dopo aver partecipato al mio primo progetto di scambio giovanile nell’ambito di questo progetto già sapevo che cosa volevo fare in questi e nei prossimi anni – viaggiare, conoscere altri giovani e sviluppare queste competenze che, purtroppo, non si possono imparare molto a scuola, come l’imprenditorialità, la creatività…E molto altro.

Ho avuto la fortuna di incontrare le persone giuste al momento giusto. Durante la formazione (dopo gli scambi di giovani, è un’altra attività proposta interno dell’Erasmus +) ho conosicuto Rosita Poloni – una responsabile dei progetti internazionali nella Cooperativa Sociale Aeper. Volevamo creare un progetto dello Sve (Servizio Volontario Europeo), un progetto che può dare moltissimo a me e che mi permette di condividere moltissime conoscenze e abilità con gli altri. Così  è nata la collaborazione con Aeper. Sono arrivata in Italia il 2 novembre dell’anno scorso e mi fermerò per un anno intero per scoprire la cultura italiana, imparare la lingua, lavorare con bambini in condizione di disagio e promuovere il programma. Ma questo progetto ha per me anche tanti risvolti personali: questa per esempio è la prima volta che vivo da sola, lontano dalla mia famiglia. È quindi un test anche da questo punto di vista: mi richiede di essere responsabile, indipendente, matura. È la prima volta che rimango all’estero così a lungo. Era una cosa che mi proponevo da tempo: volevo vedere se sarei riuscita a vivere per molto tempo in un Paese straniero. Quindi alla fine questo è un tempo in cui mi concentro su me stessa per concentrarmi sugli altri.

Lo Sve è un’opportunità bellissima per scoprire cose belle nelle persone, nel mondo in generale. È un momento per lavorare e crescere pur stando immersi in una cultura straniera.

Se vi interessa avere più informazioni sul mio progetto (in italiano) le trovate qui: https://sharesharing.files.wordpress.com/2016/02/ecobg13022016p29.pdf
http://www.santalessandro.org/2015/12/helena-dalla-polonia-a-bergamo-con-il-servizio-di-volontariato-europeo/ e anche sul: http://www.bergamosette.it/notizie/cronaca/bergamo-br-l-erasmus-come-volontariato-sociale-4079952.html.

Più informazioni sul mio progetto (in inglese) sul: https://sharesharing.wordpress.com/about/

Tutte le mie avventure da seguire sul mio blog: https://sharesharing.wordpress.com/

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