Parroci in movimento: quest’anno 17 nuove nomine e dieci amministratori parrocchiali

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Diciassette parroci e dieci amministratori parrocchiali. Sono le designazioni effettuate quest’anno dal vescovo Francesco Beschi, che diventeranno effettive con la nomina prevista a metà settembre. Il numero dei parroci di quest’anno non è elevato, se confrontato con quello degli anni scorsi, che hanno visto, per esempio, il record di 44 nomine nel 2013, 35 nel 2012, 30 nel 2014 e 33 lo scorso anno, per un totale di 159 nomine negli ultimi cinque anni. La loro geografia tocca ogni angolo della diocesi, dalla città alle valli, dalle parrocchie più vaste e popolose a quelle minuscole di montagna o dei laghi.

Una loro lettura fornisce caratteristiche poliedriche. Una parte non consistente delle nuove nomine vede la sostituzione dei parroci che si sono ritirati per raggiunti limiti di età. Rarissimi i casi di parroci defunti mentre erano in carica o che, per motivi di salute o di opportunità pastorale, presentato le dimissioni a 73-74 anni invece che a 75. Così pure non è ancora consistente il ricambio allo scadere dei 9 anni di permanenza in una parrocchia, periodo ideale suggerito dalla Conferenza episcopale italiana e poi fatto proprio anche dal Sinodo del vescovo Roberto Amadei. Però i nove anni, giustamente, non sono considerati nella nostra diocesi come un periodo cronologico drasticamente insuperabile o intoccabile, perché vengono vagliati i singoli casi. Per fare alcuni esempi, ci sono casi in cui in una parrocchia sono in corso dei lavori di restauro alle strutture che fanno ritenere opportuno il prolungarsi del periodo. Oppure una parrocchia vede un parroco molto zelante e amatissimo dai parrocchiani tanto che parrebbe improponibile un ricambio precoce. Non è invece rarissimo il caso opposto, cioè l’alternarsi di parroci trasferiti in altre parrocchie dopo pochi anni di permanenza, talvolta anche soltanto uno o due anni.

La città è la zona geografica dove si sono alternati più parroci. Infatti, dal 2009 a quest’anno, su 31 parrocchie urbane soltanto 6 non hanno visto il ricambio. Per Città Alta avanza il progetto di nominare il parroco della Cattedrale anche come guida delle altre comunità: è già avvenuto per Castagneta e Sant’Andrea. Quest’anno si è ritirato il parroco di Borgo Canale e in sua sostituzione è stato designato il parroco della Cattedrale come amministratore parrocchiale. Così è successo e sta succedendo in altre località, per esempio per Alzano Maggiore e Alzano Sopra.

Un’altra caratteristica che emerge nettamente negli ultimi anni è la scelta di non lasciare orfana una parrocchia, neppure se piccola o geograficamente isolata, nominandovi un parroco anche non residente. Infatti, anche per via del diffondersi delle unità pastorali, sono aumentati notevolmente i casi di un parroco nominato alla guida di più parrocchie, soprattutto nelle valli. In questi casi si inviano parroci di giovane età. Questa scelta ha però il rovescio della medaglia, perché aumentano i casi di parrocchie senza il direttore di oratorio.

 

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