Volevo esserci anche (R)io. Diana Bacosi e Chiara Cainero, medaglie nello skeet: donne vere, vincono in gara e nella vita

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Eccola qui la risposta delle donne dello sport italiano. Altro che chiacchiere, polemiche, femminismi, battaglie culturali, rivendicazioni: la migliore risposta – come accade spesso nella vita di tutti i giorni – sta nei fatti. Concreti, ineccepibili, oggettivi, capaci di mettere d’accordo (e a tacere tutto e tutti). Nello sport poi a maggior ragione visto che agli sportivi non piace chiacchierare, ma “far andare le gambe”, “far parlare il campo”, “scendere in pedana” giusto per usare il gergo di alcune delle principali discipline. Diana Bacosi e Chiara Cainero, oro e argento nello skeet, hanno agito proprio così nella loro gara che le ha portate alla ribalta con un’impresa leggendaria. Chissenefrega dell’ormai famigerato cicciottelle, loro hanno preso la loro bravura, l’hanno portata sul campo di gara e hanno vinto forti di cuffie che non sono servite loro solo per ripararsi dal frastuono dei proiettili, ma anche dalle troppe voci dei giorni scorsi. La cosa che più ha colpito chi scrive peró non è stata il vederle trionfare, aspetto che comunque ha regalato una grande gioia, ma sapere dalle loro bocche che prima di tutto vogliono essere donne, mamme, mogli e poi anche atlete, insomma persone come tutte le altre che non dimenticano la cura della famiglia per dedicarsi anima e corpo al lavoro. Scontato? Banale? Forse non proprio soprattutto di questi tempi in cui la frenesia, l’ambizione e la voglia di affermarsi individualmente (che cresce tanto negli uomini quanto nelle donne) impedisce di coltivare con il giusto amore e la giusta attenzione altri valori cardine, come crescere un figlio ad esempio. Diana e Chiara hanno dimostrato a tutti, uomini e donne, magri e cicciottelli, campioni e atleti meno capaci che si puó conquistare il massimo successo lavorativo, come una medaglia d’oro olimpica per lo sportivo, senza dimenticare gli altri aspetti della vita personale. “Prima accompagno mio figlio a scuola, poi vado ad allenarmi”.

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