Volevo esserci anche (R)io. Tania e Francesca meno forti delle cinesi? Forse. Ma hanno alzato il termometro delle emozioni

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Anche oggi, secondo la filosofia con la quale abbiamo intrapreso questo diario sulle Olimpiadi di Rio de Janeiro, hanno vinto due atlete che…non hanno vinto. Tania Cagnotto e Francesca Dallapè hanno conquistato ieri la medaglia d’argento nei tuffi sincronizzati da 3 metri. Sono state battute, senza storia, dalla coppia cinese che ha dominato come da pronostico sin dal primo tuffo. Eppure? Eppure le emozioni che hanno trasmesso le due atlete azzurre hanno rappresentato qualcosa di molto più alto rispetto alla medaglia d’oro cinese. Le due asiatiche sono salite sul trampolino, si sono concentrate un poco, si sono tuffate, sono uscite dalla piscina e sono tornate nella zona del riscaldamento, separate, senza far trasparire alcun brivido, alcuna emozione e senza scambiarsi sguardi o commenti tra di loro. Hanno compiuto tuffi pressoché perfetti che impressionavano per eleganza, leggerezza, spontaneità, hanno vinto, ma non hanno conquistato i cuori degli appassionati di sport. Lo hanno fatto invece le nostre due ragazze e non solo perchè sono italiane. Ci hanno conquistato perchè si percepiva che, pur nella loro serenità e concentrazione massima, provavano una forte agitazione, tipica di una finale olimpica. Ci hanno tenuto incollati ai televisori perchè capivamo che erano due amiche che si tuffavano insieme e non due colleghe che lavoravano insieme. Ci hanno fatto esultare forte, più di una medaglia d’oro, perchè la loro immagine somigliava molto a quella di due bambine che al mare su uno scoglio molto alto si tengono per mano per buttarsi insieme, sfidando i pericoli e affrontando una situazione potenzialmente pericolosa che le farà sentire più grandi. Tania che detta i tempi chiedendo a Francesca: “Pronta?”. Francesca che risponde sicura, ma forse mica tanto: “Sì”. Quindi ancora Tania: “Uuuno, duuue, tre” con fare tranquillo e dolce. Poi via: rincorsa, si batte sulla pedana, si vola nel cielo di Rio e poi il “ciuff” in acqua cercando di sollevare meno acqua possibile. Fuori dalla piscina, sorrisi e abbracci sin da subito, commenti, con la Cagnotto, più esperta e vincente, che cerca di rasserenare l’amica. Fino all’ultimo tuffo, quello della medaglia, con sorrisi e abbracci se possibile ancora più evidenti che sono riusciti a sfondare lo schermo della televisione e ad arrivare fino ai nostri cuori. Gli sguardi increduli di due amiche che ce l’hanno fatta e che si porteranno in Italia un ricordo speciale della loro ‘estate’ proprio come si fa da piccoli quando in città si rivivono con gioia e nostalgia le esperienze estive. Hanno vinto perchè hanno espresso l’essenza di una gara in coppia fatta di sincronismi prima ancora che fisici, spirituali. Fatta di sguardi d’intesa, di fiducia nella compagna soprattutto perchè la prestazione individuale dipende molto anche dalla bravura di chi hai a fianco: se sbaglia una, va a monte la gara di tutte e due. E tra Tania e Francesca era successo proprio così in una gara precedente, a Londra avevano subito una delusione cocente eppure si sono riprese per mano, ci hanno riprovato quattro anni dopo e hanno vinto. Non l’oro, ma il tifo, la passione e la stima di tutta l’Italia. Oro come le cinesi? No, grazie!

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