Anche i battesimi crollano. La Chiesa sta morendo? Il parere di Chiara, monaca

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Foto: il monastero di Subiaco, legato alla figura di san Benedetto

Ci siamo incontrati, alcuni preti, e ci siamo scambiati alcune informazioni. Una ci ha colpito di più. Stanno calandrando vertiginosamente, dopo i matrimoni, anche i battesimi. L’inizio della vita – la coppia, la nascita – sta diventando un fenomeno che tocca solo in parte – in parte sempre più piccola – la Chiesa. Voi monaci, che avete nel vostro DNA, il senso e il gusto del piccolo gregge, che cosa suggerite a noi preti, un po’ spaesati di fronte a questo fenomeno? don Antonio

UNA GLORIOSA STORIA

Caro don Antonio, comprendo la tua difficoltà, lo smarrimento che voi sacerdoti vivete in questo tempo di cambiamento epocale, nel quale il volto della fede e della sua vita concreta sta cambiando in maniera radicale. La nostra realtà diocesana, in modo particolare, risente ancor più di questo riduzione numerica, abituata a un seminario ricco di vocazioni, a famiglie con una frequenza sacramentale vivace e fedele… La storia di Bergamo è la narrazione gloriosa di sacerdoti santi e di laici impegnati in associazioni, gruppi e movimenti, per non parlare poi della ricca tradizione dei nostri oratori.

LA CHIESA E GLI STRANI “GUSTI” DI DIO

Prendere coscienza di quanto sta accadendo può destabilizzare, far perdere alcune categorie di riferimento, ma può racchiudere anche delle grandi opportunità per aprire delle riflessioni, per verificare la propria azione pastorale e riconsiderare le categorie della propria identità di presbiteri e di pastori in una chiesa che cambia. La storia sembra restituirci un movimento di salita e discesa, di gloria e di decadenza, che coinvolge tutta la Chiesa. Se guardiamo il cammino di Israele e l’intera rivelazione biblica, vediamo come Dio abbia una particolare predilezione per il “piccolo”: sceglie Davide, l’ultimo; il piccolo resto, gli Anawin; la Vergine Maria, l’umile serva; non ama i grandi numeri né le folle poiché prima applaudono e poi crocifiggono.

TORNARE A ESSERE PICCOLI

La categoria del piccolo è certamente spirituale e pone in un cammino di conversione personale e pastorale. Forse è una grazia ritornare ad essere un piccolo resto! La storia attuale ci restituisce la splendida testimonianza di cristiani che in contesti sociali di emarginazione ed esclusione, offrono una luminosa vita cristiana spinta a volte sino al martirio. Anche nella vita monastica la ricchezza spirituale e carismatica è sempre stata vissuta agli inizi di ogni esperienza; allargandosi ha perso in trasparenza e bellezza, in fascino e attrazione, e spesso è declinata in riforme, nella ricerca di una fedeltà alle origini. L’evoluzione che stiamo vivendo come Chiesa ci condurrà a un ritorno alle origini, non come nostalgia, ma come recupero della nostra vocazione ad essere “lievito nella pasta” del mondo. Perdere numeri, potere, privilegi sociali dovrà ricondurci a ritrovare di nuovo l’energia di una fede rinnovata nel Dio uno e trino, in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, nell’assistenza allo Spirito che la guiderà sino alla fine. Ripartirà da piccoli gruppi, da una minoranza che rimetterà la fede e la preghiera al centro della propria esperienza, nella speranza di una salvezza sperimentata e offerta come dono a tutti coloro che la cercheranno e la troveranno in uomini e donne segnati dalla croce di Cristo.

IL REGNO È QUI

Tutto questo può essere utopia? Non so, non ci sono molte risposte. Rimane la consapevolezza che la rivelazione cristiana a è un dono così grande per la quale ancora oggi molti scelgono di morire! Questo dice che l’incontro con il Signore può essere ancora così coinvolgente e veritiero da trasformare l’esistenza, ma occorre lasciarsi incontrare da Lui e trafiggere dal suo amore. La testimonianza bella e buona di fratelli e sorelle che l’hanno incontrato colpisce ancora e lascia nel cuore una nostalgia. La vita cristiana sarà di pochi, ma sarà più autentica e radicale, in un amore che non trattiene nulla ma tutto restituisce, che diviene annuncio credibile e visibile. Abbiamo bisogno di ritrovare luoghi ed esperienze di fede autentica che siano significative e che provochino; di andare là dove nessuno più parla di Dio, per mischiarci con la folla e offrire una vita altra, di un”Altro”; di essere nel mondo ma non del mondo. Piccole comunità segno, che non guardano all’efficienza né alla spettacolarità, ma alla qualità della vita cristiana per essere lievito che fermenta la pasta, un piccolo seme che racchiude la potenza del Regno: Il Regno non è solo oltre i nostri sforzi, è anche oltre le nostre visioni, è già qui.

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