I Gesuiti a Bergamo. La Comunità di vita cristiana (Cvx) e il ruolo dei laici

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Forse è il primo, oppure uno dei primissimi casi in cui i laici saranno protagonisti in prima persona, nell’ottica della loro responsabilizzazione e valorizzazione, come da tempo auspicano anche i vescovi italiani. È il caso di Cvx (Comunità di vita cristiana), associazione laicale da tempo operante nella casa dei gesuiti di San Giorgio a Bergamo. La sua chiusura, infatti, non significa interruzione della spiritualità gesuitica e neppure delle varie attività che vi si svolgono. «La Cvx — sottolinea Maria Scaglia, coordinatrice bergamasca dell’associazione — è nata in ambito gesuitico negli anni Cinquanta del Novecento, è diffusa in tutto il mondo e ha preso il posto delle congregazioni mariane, che nell’Ottocento erano assai fiorenti anche a Bergamo. Anche nella nostra diocesi la Cvx si rifà ai principi della spiritualità di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei gesuiti, con una grande attenzione al rapporto tra fede e vita e alla diffusione della spiritualità ignaziana».

Attualmente, la Cvx di Bergamo è composta da una ventina di persone, che si riuniscono due volte al mese. Un incontro è guidato da un gesuita. Fino a due anni fa teneva la lectio divina su un brano biblico con successive riflessioni. Dallo scorso anno si approfondiscono le radici della spiritualità ignaziana, per esempio gli esercizi spirituali. In questo anno pastorale si punta sulla vita personale e comunitaria del cristiano. L’altro incontro viene condotto da tutti i componenti del gruppo su temi spirituali. «Questi incontri — prosegue Maria Scaglia — dicono che non ci sono confini, cioè ci spingono a cercare i segni dei tempi nella nostra epoca per testimoniare la nostra fede».

Con la partenza dei gesuiti, l’esperienza continuerà grazie a questi laici. «Infatti — conferma Maria Scaglia — il centro San Giorgio non perderà la sua connotazione, perché è stato affidato ai laici appartenenti al Cvx o legati ai gesuiti. Il cammino fatto e la spiritualità ignaziana non devono finire, ma continuare, e vedranno sempre i contatti con un religioso gesuita e la collaborazione della nostra diocesi. Non so se sia il primo, ma indubbiamente è uno dei primi casi di responsabilizzazione dei laici in prima persona». Questo passaggio non spaventa la coordinatrice del Cvx. «Eravamo un po’ preparati, perché da anni si prospettava la chiusura della comunità dei gesuiti».

Nel centro San Giorgio è attivo anche un nuovo gruppo, non derivato direttamente da Cvx, formato da cinque coppie di sposi con bambini, che si confrontano sulla vita familiare alla luce del Vangelo. È attiva anche la Fabbrica dei sogni, associazione di volontariato che vede la presenza anche di componenti del Cvx. Accoglie attualmente 150 ragazzi stranieri dalle elementari alle superiori che, mantenendo la propria cultura e tradizioni, vogliono imparare la lingua italiana, ma anche conoscere la nostra realtà culturale, usi e tradizioni. L’associazione sostiene anche studenti universitari stranieri provenienti da 35 nazioni.

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