I giovani e la Costituzione: democrazia è partecipare alla costruzione della società

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Conoscere meglio la Costituzione ci sembra importante, soprattutto a così breve distanza da un referendum che si propone di riformarla. Per molti il termine evoca soltanto qualche sbiadito ricordo di pomeriggi trascorsi sui libri. Ecco perché non ci perdiamo un incontro del ciclo «Giovani cittadini alla scoperta della Costituzione italiana» nell’ambito di Molte Fedi sotto lo stesso cielo, la rassegna promossa dalla Acli di Bergamo.

Il primo incontro, intitolato “L’ABC della nostra Costituzione”, ha visto la partecipazione di Filippo Pizzolato, docente di Diritto Pubblico all’Università di Milano Bicocca e portavoce del Comitato bergamasco per la difesa della Costituzione. Il suo compito è stato quello di introdurre i principi fondamentali della costituzione e le basi che reggono la nostra Carta costituzionale.

A volte la si immagina come un testo di compromesso fra forze diverse e quindi a maglie larghe, che si limita a stabilire una cornice molto generale. La nostra Costituzione però fa delle scelte pur ospitando indirizzi differenti. Si propone di avviare una trasformazione della società e aderisce a un idea di democrazia non ancora passata, un’idea coerente dello  sviluppo della democrazia e della società.

La Costituzione nasce dopo la resistenza, come reazione al fascismo e al nazifascismo, dai quali prende le distanze. Invece di considerare  il fascismo una parentesi storica, i costituenti hanno voluto segnare uno stacco non solo rispetto al totalitarismo, ma anche rispetto alle costituzioni di stampo liberale: non è più l’uomo sacrificato allo stato (alla razza, al partito, o alla potenza dello Stato come nei regimi totalitari) ma è lo Stato per l’uomo.

Qui un confronto con le costituzioni liberali classiche ( vedi anche Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America o Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948) ha reso ancora più evidente l’idea. Gli esempi citati esordiscono con “in origine la libertà”.  L’uomo è libero per natura (e  quindi ha diritto a questa libertà). Non può essere uno strumento, non può essere sacrificato.

La nostra costituzione non parte da questo presupposto, ma da un punto di vista differente: in origine è la relazione, un legame. Noi non nasciamo né liberi né uguali (diverse condizioni di salute, economiche ecc), ma nasciamo dentro un legame con chi ci ha generato. La libertà non è origine, ma una conquista. Non possiamo darla per scontata, per premessa.

Ma chi conquista la libertà? Questa è un’ avventura che l’ individuo vive necessariamente con altri. Ognuno nasce dentro una relazione ed è da qui che può iniziare questo cammino verso la libertà,  grazie al fatto che sia accolto e accompagnato nel venire al mondo,  Attenzione però. La relazione può essere un elemento che incoraggia, che promuove la libertà,  oppure può inibirla, scoraggiarla. Ci sono relazioni buone che aiutano a costruire autonomia, e relazioni che ci tengono in uno stato di soggezione. La famiglia può essere il luogo dove l’uomo e donna conquistano una prima tappa di autonomia o il luogo in cui rimangono chiusi. Ma l’autonomia è generata ed alimentata continuamente nel rapporto con l’altro. Diveniamo liberi grazi ad un altro, grazie ad altri. E questa libertà che riceviamo, in qualche modo è debito, è cura dell’altro.

L’ archetipo di questa libertà è il lavoro. Vi è un’idea di cittadinanza come partecipazione alla costruzione della città. Non siamo cittadini perché abbiamo una carta d’identità  o al raggiungimento dei 18 anni,  siamo cittadini da sempre. Non possiamo aspettare la maggiore età  per costruire la città, costruire una buona società e buone relazioni. Per restituire la cura ricevuta. Democrazia non significa scegliere delle persone che ci rappresentino, ma partecipare alla costruzione della società. E questo lo può fare chiunque.

Il prossimo appuntamento della rassegna è per Lunedì 10 ottobre 2016, alle ore 17:30 presso la Sala Viterbi. Titolo: “Art 1 – Democrazia e lavoro come principi fondanti”.

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