Nicolò Rezzara: la storia del vicentino che ha fatto grande Bergamo in un libro di Silvana Milesi

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«Io non ho mai disperato dell’avvenire del mio Paese: mezzo secolo di vita e di contatto continuo con le varie classi sociali, con le autorità di ogni ordine, mi rende, in questa fine di secolo, ancor più fiducioso, che, se noi lo vorremo fermamente, concordemente, la nostra patria risorgerà e riprenderà la sua influenza nel mondo civile, non per forza di alleanze, ma per virtù, sapienza e attività di popolo…» diceva il sociologo e politico italiano Nicolò Rezzara durante la conferenza stampa tenuta a Padova il 30 aprile nel 1898 intitolata «Le preoccupazioni dell’ora presente».

È proprio Nicolò Rezzara, il protagonista del nuovo libro illustrato della scrittrice Silvana Milesi dal titolo «Nicolò Rezzara Rerum Novarum e Arte Nuova» edito da Corponove Editrice. L’autrice Silvana Milesi ha voluto mostrare due profili di questo personaggio: da una parte Nicolò Rezzara come il Buon Samaritano che si faceva carico di tutti i bisogni dei contadini e degli operai attraverso la fondazione di opere sociali quali scuole, cooperative, mutualità, sindacalismo, prestito d’onore e case modello e dall’altra parte come una persona attiva e partecipe al movimento sociale cattolico in Italia e precursore dell’Enciclica «Rerum Novarum» del 1891 da Papa Leone XIII.

Non solo, nel libro sono state inserite ben oltre 150 opere d’arte tra Otto e Novecento di artisti bergamaschi, italiani ed europei, divise in tre coerenti capitoli «La Religione e i nuovi Dogmi, L’Immacolata Concezione e il Sacro Cuore», «I Campi le stelle la città – I contadini, i poveri, i personaggi» e «Il mondo cambia, la città sale – fumano ciminiere e treni in corsa».

Nicolò Rezzara nacque l’8 marzo 1848 a Chiuppano, in provincia di Vicenza, da una famiglia di modeste condizioni. Dopo la morte del padre, Nicolò rimase orfano a soli sette anni e venne mantenuto agli studi dallo zio materno Domenico Fontana. Dopo aver conseguito il diploma di abilitazione all’insegnamento della storia presso l’Università di Padova, insegnò in alcuni istituti privati vicentini. Successivamente, licenziatosi dal collegio “Cordellina Bissari” per non essersi sottoposto all’anticlericalismo dominante, nell’ottobre 1877 si trasferì a Bergamo come insegnante. Durante il suo soggiorno, fondò il quotidiano bergamasco «L’Eco di Bergamo», il periodico «Libertà d’Insegnamento» e il settimanale politico «Il Campanone» e poi nel 1891 costituì con il conte Stanislao Medolago Albani il «Piccolo Credito Bergamasco» (poi diventato Credito Bergamasco). Morì a Bergamo nel l’8 febbraio 1915. Nicolò Rezzara è stato sepolto nel cimitero di Bergamo, dove il Credito Bergamasco gli ha eretto un monumento nei pressi della chiesa di Ognissanti.

La presentazione di questo libro avrà luogo nella Sala Traini del Credito Bergamasco in via San Francesco d’Assisi, 8 in Bergamo il 13 dicembre alle 16.45 alla presenza del Dottor Angelo Piazzoli, Segretario Generale Fondazione Credito Bergamasco, il Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo professor Remo Morzenti Pellegrini e il direttore della Comunità don Lorenzo Milani e cappellano del carcere di Bergamo Don Fausto Resmini.

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