“Sei tu colui che deve venire o ne aspettiamo un altro?”. Papa Francesco tra sconcerto e coerenza

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Abbiamo un Papa sconcertante

Non nascondiamocelo! Le parole e i gesti, così insistiti, di Papa Francesco in chiave di misericordia stanno creando sconcerto nella Chiesa, con prese di posizione che variano dal silenzio perplesso di tanti, alle reazioni sguaiate di gente come un Antonio Socci per cui il Papa Francesco è addirittura illegittimo e comunque fuori dell’ortodossia cattolica, per finire ultimamente con quattro Cardinali che in una lettera aperta segnalano al Papa che la gente è confusa e disorientata a causa sua. Un mio carissimo amico, molto vicino a Francesco, mi ha detto che il Papa sa di questa atmosfera che lo circonda, ma che egli continua sereno, perché, come dice spesso, sa di stare col Vangelo.

Il Battista sconcertato da Gesù

Nel Vangelo, Giovanni Battista, il Precursore del Messia, è sconcertato, e lo è nientemeno che da Gesù stesso. Egli aveva preannunciato la sua venuta con parole dure: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!” e a chi veniva al suo battesimo, diceva: “Razza di vipere! Chi vi ha suggerito di sottrarvi all’ira imminente? Già la scure è posta alla radice degli alberi: ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco”. L’attesa da parte del Battista di un purificatore dell’umanità ancora più severo di lui, in un primo momento, pare esaudita. Gesù infatti inizia il suo ministero con il suo stesso appello ultimativo: “Convertitevi, perché il Regno di Dio è vicino”. Poi però il Precursore vede con sorpresa che Gesù si tiene lontano dal colpire con una scure gli alberi cattivi ed esce in atteggiamenti inattesi di misericordia verso coloro che avrebbe dovuto annientare. Nel suo disorientamento, il Precursore manda da Gesù un’ambasceria a chiedergli: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?”.

La risposta di Gesù

Gesù non risponde chiaro e semplice. Egli vuol essere persuasivo e risponde coi fatti. Dice agli inviati del Battista: “State qui. Guardatevi attorno e poi tornate a riferire al vostro maestro ciò che avrete visto e udito”. La sera, tornati dal loro maestro, essi riferiranno d’aver visto i ciechi ricuperare la vista, gli storpi camminare, i lebbrosi essere guariti, i sordi riacquistare l’udito, ecc.

Giovanni ha sicuramente capito: Gesù era proprio colui che doveva venire, perché stava attuando alla lettera quanto Isaia aveva predetto riguardo al Messia. Gli resta però da capire per quale ragione Gesù non attuava anche la parte drastica della sua missione messianica, che pure era stata prevista dai profeti. Gesù l’avrebbe spiegato in seguito, dopo la morte del Precursore. A coloro che avrebbero temuto che la sua misericordia vanificasse la Legge, egli dirà: “Io non son venuto per abolire, ma per dare compimento”. E a chi avrebbe pensato che volesse annacquare i comandamenti, egli addirittura farà vedere che, anzi, ne aggraverà la portata. Infatti, a riguardo dell’adulterio, per fare un esempio, arriverà a dire che è già adulterio “il guardare una donna per desiderarla” (Mt 5, 28).

Siccome però Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva (Ez 33, 11), a chi verrà a chiedergli di poter lapidare a termine di legge un’adultera, egli dirà: «Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra» e quando alla fine nessuno avrà osato condannarla, le dirà: «Donna, neanch’io ti condanno. Va’ e non peccare più». E a chi continuerà a meravigliarsi della sua misericordia, si paragonerà a un medico e dirà: «Non sono i sani che han bisogno del medico, ma i malati… Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Il Papa è vicario di Cristo sconcertante

Papa Francesco nel suo continuo e sconcertante parlare di misericordia è mosso solo da un continuo e concreto riferimento al Vangelo, dal quale emerge senza possibilità di equivoco che il nome di Dio è MISERICORDIA. E (NB!) non si tratta di una “scoperta” di Francesco. Già Papa Giovanni, inaugurando il Concilio, aveva solennemente dichiarato: “Quel che più di tutto interessa al Concilio è che il sacro deposito della dottrina cristiana sia custodito e insegnato in forma più efficace… Però noi non dobbiamo soltanto custodire questo prezioso tesoro, come se ci preoccupassimo della sola antichità… Non c’è nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta agli errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severità. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore”.

A questo punto, gli sconcertati da Francesco pensino che il loro, come quello del Battista, può essere uno sconcerto positivo, che aiuta ad arrivare alla verità tutta intera. Perciò vale per loro ciò che diceva di sé lo stesso sconcertante Gesù: “Beato chi non si scandalizzerà di me” (Mt 11,6).

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