Papa Francesco a Milano: «Una visita simbolica nelle periferie più estreme, accanto ai disoccupati, ai detenuti e agli immigrati»

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Dalle Case Bianche di via Salomone al carcere di San Vittore, dal Duomo di Milano al parco di Monza per la celebrazione della Santa Messa, fino all’incontro con i cresimandi e cresimati allo stadio di San Siro. «La visita di Bergoglio a Milano sabato 25 marzo sarà breve ma intensa, nel segno di Francesco», conferma Donatella Negri, giornalista del TGR Lombardia che si occupa di politica e di informazione religiosa. «Alle 8 è previsto l’arrivo del Santo Padre all’aeroporto di Milano-Linate, dove sarà accolto dall’Arcivescovo, Cardinale Angelo Scola, e dalle Istituzioni. Dopo i saluti, per dare alla visita il suo imprinting, il Papa argentino andrà subito in periferia».  Alle 8.30, Bergoglio sarà alle “Case Bianche” di via Salomone-via Zama, nella parrocchia di San Galdino, estrema periferia a sud est di Milano. «È questa la famosa periferia urbana ma anche esistenziale, perché qui vi sono persone che vivono in condizioni di estrema difficoltà: persone senza lavoro, altri che hanno occupato alcuni appartamenti all’interno delle “Case Bianche”, enorme complesso edilizio di alloggi popolari costruito negli anni Settanta, oggi piuttosto fatiscente. Nel quartiere vivono molti immigrati, soprattutto islamici. Una realtà vivacissima composta di tanti bambini che ruota intorno alla parrocchia di San Galdino» spiega Donatella Negri. Papa Francesco incontrerà gli abitanti del quartiere, anzi, alcuni di loro il Pontefice li andrà a trovare a casa loro. Alle 9, sul piazzale, Bergoglio rivolgerà un breve saluto e incontrerà i rappresentanti delle famiglie residenti e di famiglie rom, islamiche, immigrate.

«Il problema della casa qui a Milano, come anche nel resto del Paese, è molto sentito. Perciò il dono che Milano farà al Papa sarà tanto concreto quanto simbolico. Saranno solennemente donate al Pontefice le chiavi di alcuni appartamenti popolari che la Curia a spese proprie ha ristrutturato, chiavi che saranno materialmente consegnate ad alcune famiglie in difficoltà». Quindi il primo saluto di Milano al Papa non sarà rivolto dalla Milano patinata, quella della moda, della Borsa, della Scala, ma dalla Milano della periferia. Poi lo spostamento in auto di Bergoglio in quello che è il simbolo di tutta la città meneghina: il Duomo con arrivo previsto alle 10. All’interno della Cattedrale, dove il Pontefice sarà accolto dai vescovi ausiliari, dall’arciprete e dal Capitolo metropolitano, Papa Francesco si recherà nello scurolo di San Carlo. Lo scurolo è una piccola cappella ottagonale, realizzata nel 1606 da Francesco Maria Richini, in cui riposa il corpo di san Carlo Borromeo racchiuso in una bara di cristallo di rocca e d’argento. Qui il Papa si soffermerà per l’adorazione del Santissimo Sacramento e la venerazione delle reliquie di San Carlo. Alle 11 Bergoglio saluterà i fedeli radunati in piazza Duomo, reciterà l’Angelus e benedirà i fedeli sulla piazza.

«Un saluto veloce perché Papa Francesco ha un appuntamento importante, un’altra periferia dell’esistenza da visitare: l’antico carcere di San Vittore, nel centro di Milano, il più affollato, dove alle 11.30 saluterà il personale della direzione e della polizia penitenziaria, incontrerà i detenuti ed entrerà in alcune celle. Alle 12.30, nel Terzo raggio, il pranzo con 100 detenuti» precisa la giornalista. «Questa iniziativa di Papa Francesco a noi milanesi ricorda moltissimo il Cardinale Carlo Maria Martini, il quale nel 1981 compì la sua prima visita pastorale proprio nel carcere, un gesto allora definito “rivoluzionario”».

Verso le 14 il Papa lascerà San Vittore e si trasferirà in auto al parco di Monza, dove, nell’area dell’ex ippodromo, attraverserà i vari reparti in cui è suddivisa l’area, salutando i fedeli. «Qui ci sarà la grande “Messa di popolo” con tutta la popolazione della Lombardia».

Alle 16.30 il trasferimento di Bergoglio per l’ultima tappa allo Stadio Meazza a San Siro dove, alle 17.30, il Santo Padre incontrerà i ragazzi cresimati, i genitori, i padrini e le madrine, rispondendo ad alcune domande di un cresimato, di un genitore e di un catechista.

Alle 18 Papa Francesco lascerà lo stadio Meazza e raggiungerà l’aeroporto di Milano-Linate, dove alle 18.30 partirà alla volta di Roma. Un logo, due mani che si tendono verso il Papa, e un poster per la visita di Papa Francesco a Milano.

Domandiamo a Donatella Negri se, grazie all’arrivo del Santo Padre, la capitale morale d’Italia si riscopre “Popolo di Dio”. «Diciamo che questo è l’invito, poi lo dimostreranno i fatti se sarà così. È stato fatto un spot bellissimo, composto da 14 persone diverse tra loro che rappresentano l’umanità che abita la terra lombarda, per far capire che nessuno deve essere escluso dalla Messa papale a Monza. Messa che è un incontro con il successore di Pietro, ma è anche un incontro di umanità» rivela la giornalista. «Il discorso sul “Popolo di Dio”, certamente alla Messa a Monza ci sarà anche chi crede di non credere, si ricollega qui da noi allo “spirito ambrosiano”, cioè la grande collaborazione, che c’è da sempre, sulle orme di Sant’Ambrogio e di San Carlo, della società civile con la comunità cattolica cristiana. Questa è sempre stata la forza di Milano, in questo si può dire “Popolo di Dio”, si lavora sempre tutti quanti insieme, anche ora che c’è stata la grande emergenza dei profughi. Questa collaborazione tra la società civile e la Chiesa ambrosiana ha dato dei risultati straordinari. Sempre ciascuno rispettoso delle proprie differenze ma insieme per quella che il Cardinale Angelo Scola chiama “la vita buona”, per una buona convivenza. Su questa frase, su questo imprinting di apertura, Scola ha impostato tutto il suo episcopato. Quindi non avere paura delle diversità, delle differenze. Chi ha valori saldi non ha paura, le sue radici sono profonde».

In questa città io ho un popolo numeroso, dice il Signore”, si legge sulla copertina del “Sussidio pastorale”, nato e diffuso dalla diocesi di Milano in preparazione alla visita che Papa Francesco compirà alla comunità ambrosiana. «Partendo dal principio che la visita di Papa Francesco a Milano è un vero dono, il “Sussidio pastorale” vuol significare che il popolo ambrosiano ogni giorno deve rimettersi con lena a lavorare ed esporsi con gesti concreti per una società di tutti, nessuno escluso. Infatti, il Cardinale Angelo Scola, nel corso della conferenza stampa in Arcivescovado durante la quale è stato presentato il programma della visita, tra le altre cose, ha detto “È desiderio del Papa che nessuno si senta escluso”».

Venticinque anni dopo “Mani Pulite”, un anno e mezzo dopo la chiusura di Milano Expo, Giuseppe Sala sindaco, quanto è cambiata la capitale meneghina?  «È cambiata quanto sono cambiate tutte le altre metropoli. È arrivata tanta gente, che questa volta è in fuga. Se le ondate migratorie del passato riguardavano il meridione del nostro Paese, le regioni del Nord-Est, ora sono cambiati i lineamenti, la lingua, il modo di fare, la cultura. Come è successo dappertutto, Milano si è dovuta adattare a questi arrivi. Milano però ha una sua forza, che è quella economica, anche se la crisi e la disoccupazione hanno colpito anche qui. A Milano c’è ancora del benessere, la povertà che c’è in altre città qui non c’è. L’Expo ha portato turisti e ha rafforzato l’immagine della città. Mani Pulite, la corruzione è un male endemico e non è finita. Milano è una città europea, la tentazione sarebbe quella di stare alla finestra, vedere come va, senza “spendersi”. La nostra città invece si “spende”, c’è l’emergenza immigrazione ma anche l’emergenza solitudine, tanti anziani soli e tanti padri separati. Per loro stanno nascendo realtà di accoglienza. La visita di Papa Francesco diventa uno stimolo per andare avanti e farci sempre Chiesa, per quanto riguarda noi comunità cristiana e allo stesso tempo andare avanti con lo spirito ambrosiano per quello che riguarda la società civile» conclude Donatella Negri.

 

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