Cre, adolescenti alla prova: non solo animatori. Esperienze di servizio per mettersi in gioco come custodi

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Adolescenti alla prova: non solo animatori. L’idea di fondo è di sperimentare concretamente durante l’estate dei Cre sul tema “DettoFatto – meravigliose le sue opere” che cosa significa prendersi cura, “essere custodi”, non solo dei più piccoli ma anche delle realtà del territorio. “Per farlo – dice don Emanuele Poletti, direttore dell’Ufficio per la pastorale dell’età evolutiva – abbiamo messo a punto proposte diverse che permettono di mettersi a servizio degli altri e hanno come filo conduttore proprio la carità e la cura dell’altro”.
Le due proposte diocesane sono state messe a punto in collaborazione con Caritas e Mato Grosso. La prima si chiama “Cre-azioni”: la Caritas diocesana bergamasca accoglierà gli adolescenti nei propri servizi per incontrare e conoscere la fragilità e la povertà. Si occuperanno di minori in situazione di disagio, anziani, donne, richiedenti asilo. Ogni esperienza sarà preceduta da un incontro conoscitivo della realtà che si andrà a visitare e di riflessione (usando giochi e filmati) sul tema della povertà e della fragilità. Le esperienze più lunghe saranno anche seguite da una verifica. Il servizio e la condivisione in queste giornate partiranno da gesti semplici, come fare merenda insieme, partecipare a laboratori, animazione, servizio mensa. Gli adolescenti dovranno essere accompagnati dai coordinatori del cre o dai loro educatori e dovranno dividersi in piccoli gruppi (4/5) per prestare il proprio servizio. Tempi e modi saranno concordati in base alle esigenze del Cre in accordo con gli operatori dei servizi Caritas.

La seconda proposta è organizzata in collaborazione con l’operazione Mato Grosso, un movimento giovanile che attraverso lavori di vario genere, sostiene scuole, ospedali, case per anziani e bambini abbandonati e molte altre attività in Perù, Ecuador, Brasile e Bolivia. Attraverso l’esperienza del lavoro manuale si accompagnano gli adolescenti a scoprire valori come l’amicizia, la gratuità, la condivisione e la semplicità di vita.
L’esperienza estiva dedicata agli oratori si chiama “INvigna” e si svolge, appunto, in un vigneto, tra Caprino e Cisano Bergamasco. “Un’occasione per stare a contatto con la natura – commenta don Emanuele – e cimentarsi in piccoli lavori manuali, un’opportunità abbastanza rara per molti ragazzi di oggi”. Dovranno potare, zappare la terra, conoscere operazioni specifiche come la spollonatura, l’infilatura dei tralci,la sfogliatura. Ci saranno anche momenti di convivialità e di rilettura dell’esperienza. Ci sarà un incontro introduttivo per conoscere le attività dell’operazione Mato Grosso, e testimonianze di missionari. Gli adolescenti dovranno essere accompagnati dai coordinatori del Cre o dai loro educatori.
Accanto alle attività già predisposte, gli oratori sono stati invitati a farne nascere altre in collaborazione con i comuni e le associazioni presenti sul loro territorio: “Le attività di volontariato – spiega don Emanuele – sono un modo per mettersi in gioco in prima persona, per ottenere un rimando immediato e gratificante e per offrire allo stesso tempo un’immagine positiva degli adolescenti agli adulti, mostrando il meglio di sé”. La condizione perché tutte queste esperienze si possano realizzare è un più ampio coinvolgimento degli adulti delle comunità: “E’ importante che ci siano persone disposte a mettersi accanto agli adolescenti con testa e cuore”.

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