Lo Spirito, tessitore di legami

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi (Vedi Vangelo di Giovanni 14, 15-21).

Per leggere i testi liturgici di domenica 21 maggio, sesta di Pasqua “A”, clicca qui.

“Se mi amate”

Gesù è la via, la verità e la vita. Non si arriva a Dio se non attraverso di lui. Per questo il rapporto con Gesù è decisivo. Il vangelo di oggi parla esplicitamente dell’amore del discepolo verso di lui e degli effetti di quell’amore. L’amore verso Gesù è strettamente legato all’osservanza dei comandamenti. Da non intendersi come i “dieci comandamenti”, proprio perché Gesù parla di “miei” comandamenti, che sono in alternativa a quelli dell’antica alleanza. Di quali comandamenti si tratta, allora? Gesù ha parlato del comandamento nuovo, quello dell’amore. I comandamenti di cui Gesù parla qui sono da individuarsi negli aspetti pratici, vitali dell’amore. È l’amore concreto, quello degli atti e dei gesti che lo rendono vivo.

“Il Padre vi darà un altro Paraclito”

Come risposta all’amore verso di lui, Gesù manderà “un altro Paraclito”. Dunque, se parla di un “altro” Paraclito, vuol dire che anche lui, Gesù, è “Paraclito”. Paraclito significa “chiamato”, chiamato in aiuto di qualcuno, soccorritore, “avvocato” che prende le difese, esatto opposto dell’avversario che, invece, accusa. Si parla anche di “consolatore”, colui che fa compagnia a chi è solo. Gesù è Paraclito. Adesso lui lascia i suoi. E allora manderà loro un altro Paraclito, lo Spirito. Di fronte allo Spirito Paraclito il mondo rifiuterà, i discepoli invece accoglieranno.

“Non vi lascerò orfani”

I discepoli, perciò, non resteranno orfani. I discepoli continueranno, grazie a quest’altro Paraclito, a vedere Gesù: lui che ha la vita e dà la vita, la vita di Figlio amato dal Padre. “In quel giorno”, nel giorno decisivo, il giorno della Risurrezione, i discepoli, conosceranno i gioiosi misteri dell’Amore. L’amato dimora in chi lo ama. Dunque il Figlio amato dal Padre dimora nel Padre. Il Padre amato dal Figlio dimora nel Figlio e noi amati dal Figlio dimoriamo in lui e lui in noi. È il mirabile “circolo virtuoso” dell’amore. Anzi: dell’Amore.

Gesù conclude dicendo che chi osserva i suoi comandamenti lo ama. Prima aveva detto invece che chi lo ama osserva i suoi comandamenti. L’amore è all’inizio e alla fine dei comandamenti.

Lo Spirito e la salvezza dei legami

Gesù sta per lasciare i suoi. Ma, mentre sta per lasciarli, assicura che non li lascerà. È la tipica dialettica delle persone che si amano. Ci si separa. Ma, proprio mentre ci si separa ci si ripete: “Ci vediamo, ci vediamo…”. È tanto più si teme di non vederci, tanto più ci si rassicura dicendoci che ci vedremo ancora. Quando muore una persona cara, diciamo: “Ci rivedremo”. Mai come allora si è sicuri di non vederci più e mai come allora si sente la necessità di consolarci dicendo: “Ci rivedremo“.

Si potrebbe dire la stessa verità con altre parole. Siamo chi siamo perché “figli di”, “fratelli di”, “amici di”, “padri, madri di”… I legami forti definiscono la nostra identità. Per questo ci terrorizza la paura di perderli. Perché avvertiamo, misteriosamente ma realmente, che se perdiamo quei legami, ci perdiamo. Il legame di Pietro, Giacomo, Giovanni… con Gesù è un legame forte. Li costituisce nella loro identità. Sono i “discepoli di” Gesù. Anche per loro, soprattutto per loro, perdere quel legame significherebbe perdersi. E allora Gesù li rassicura: manderà un altro Paraclito. Dunque un altro tessitore di legami.

Non è fuori posto, dunque, definire lo Spirito Paraclito, che Gesù manderà ai suoi, come il grande tessitore, il garante dei legami. Lo Spirito che è Amore difende i legami che fondano ogni autentica forma di amore.

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