Proibito scartare. Gli “strani” criteri di scelta di Gesù

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Berlusconi non avrebbe scelto i dodici

Possiamo scommettere, senza tema di perdere la scommessa, che, se fosse toccato, che so?, a Berlusconi di formare la squadra degli apostoli destinati all’evangelizzazione del mondo, alla fondazione della Chiesa e all’amministrazione dei sacramenti della salvezza dell’umanità, il Cavaliere non avrebbe certo scelto i dodici Apostoli, più scalzacani dei quali è difficile trovare qualcuno.

È un’affermazione forte, me ne rendo conto, ma ineccepibile. Si noti: uno di loro, Giuda Iscariota, arriva a vendere il Maestro per trenta miseri denari; il loro capo, San Pietro, nel momento del pericolo, giura addirittura di non aver mai conosciuto il Signore; due di loro, Giacomo e Giovanni, sono degli svergognati arrivisti che giungono a chiedere a Gesù, che ha appena annunciato la sua passione, di sedere uno alla destra e l’altro alla sinistra del suo futuro trono nella gloria; uno, Matteo è uno strozzino che ha succhiato il sangue dei poveri; un altro, Simone lo Zelota, lo dice il soprannome, è un terrorista come tutti gli zeloti; Bartolomeo è un meschino razzista di paese (“Che cosa può venire di buono da Nazaret?”); e Tommaso è uno scettico di rara rozzezza…

Il criterio di scelta di Gesù non è evidentemente quello dell’efficienza; è però lo stesso che Dio usa assai spesso nell’Antico Testamento, dove, per realizzare i suoi piani di salvezza, privilegia gli “strumenti” più inadatti.

San Paolo spiega

La ragione ce la dà poi S.Paolo in 1Cor 1,26-29:

Considerate…, fratelli: non ci sono tra voi molti sapienti secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili. Ma Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti, Dio ha scelto ciò che nel mondo è ignobile e disprezzato e ciò che è nulla per ridurre a nulla le cose che sono, perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio.

La “logica dello scarto“, così praticata nel mondo, non è perciò, di sicuro, quella di Dio manifestataci con il Signore Gesù, che, come dice lui stesso, è “venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto“. Si pensi anche solo all’adultera, a Matteo e al buon ladrone.

Papa Francesco si batte con forza contro questa logica perversa dello scarto e dell’esclusione, segno evidente che la vede praticata anche nella Chiesa, o, almeno, teme che possa essere praticata.

Uno dei meriti del nostro Papa è proprio qui nel richiamare fortemente e chiaramente, anche con espressioni pittoresche alla semplice pratica del Vangelo e all’imitazione di Gesù, maestro di accoglienza ad oltranza. È uno stimolo di grazia che ci viene offerto e che non possiamo lasciar cadere.

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