«Come alberi nel mare»: i richiedenti asilo in scena a Ranica raccontano le loro storie

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«Come alberi nel mare – quelli che vengono da lontano» è il secondo spettacolo della settima edizione di “Palco dei colli”, la rassegna di teatro a cura della Residenza Initinere di Bergamo, formata dalle compagnie Luna e Gnac Teatro, Ambaradan, Pierangelo Frugnoli e dalla regista Carmen Pellegrinelli, che andrà in scena questo sabato a Ranica. Quelli che vengono da lontano sono i richiedenti asilo presenti sul nostro territorio: lo spettacolo è infatti l’esito del Laboratorio Teatrale Multietnico di Dalmine, realizzato con la collaborazione della cooperativa Il Pugno Aperto e del progetto Sprar dell’ambito di Dalmine, per la messa in scena di Silvia Briozzo, attrice e regista. Sul palco saliranno le compagnie della Residenza ed anche degli ospiti: Eliseo Cannone, Miriam Gotti, Laura Mola e alcuni richiedenti asilo.
«Ho fondato il Laboratorio Teatrale Multietnico – spiega Briozzo – nel 1999, con la collaborazione dell’associazione Il Porto. Un’esperienza straordinaria: in tutti questi anni sono passate persone di tutte le nazionalità. Abbiamo lavorato duramente per cercare segni e narrazioni che raccontassero a chi ci vedeva che amore, solitudine, nostalgia, voglia di vivere, paura e meraviglia sono un universo comune, a cui tutti apparteniamo. La migrazione allora era diversa, ed era vista come un fenomeno da comprendere, con un po’ di diffidenza e un po’ di curiosità. Ora tutto è cambiato: i migranti sono i nemici da abbattere. Noi vogliamo ascoltare, anzi vogliamo che tutti ascoltino, senza timori di cattivi contagi, ma testimoni di un’umanità pronta a vivere nuove scommesse per il futuro».
Lo spettacolo è stato messo in scena per la prima volta a maggio, poi a settembre: quella di sabato sarà una replica straordinaria. I richiedenti asilo che hanno partecipato al Laboratorio – da febbraio a maggio – sono ospitati nei Comuni di Levate, Dalmine, Mozzo, Boltiere, Osio Sotto, Valbrembo e Treviolo. «Sono nove ragazzi – prosegue la regista -, dai 19 ai 30 anni, che hanno seguito questo percorso insieme a degli attori non professionisti che lavorano con me da tanti anni e che hanno una sensibilità particolare. L’aspetto sorprendente e commuovente è la generosità di questi ragazzi nel raccontarsi, la necessità che hanno nel voler far conoscere ciò che hanno vissuto sulla propria pelle. Raccontano ad esempio delle traversate in mare con barconi che si sono rovesciati, o delle traversate del deserto su pick up riempiti all’inverosimile, da cui se qualcuno cade viene lasciato lì». Lo spettacolo raccoglie dunque le loro testimonianze, raccontate attraverso segni poetici e una forza teatrale alta: «Il racconto non avviene in maniera sfacciata – continua Briozzo -, evitando di porli in una situazione di fragilità. Loro diventano testimoni delle tragedie a cui hanno assistito. Mi ha stupito il fatto che, malgrado non abbiano nessuna esperienza teatrale alle spalle, non abbiano paura del palcoscenico: quando chiedevo di improvvisare, alcuni ragazzi parlavano anche per venti minuti. Chiedevo loro l’ultima volta che avevano visto la propria famiglia, la guerra, cosa hanno visto appena arrivati in Italia, e così via. Facevo domande specifiche e ognuno trovava il suo modo di esporre una parte di sé». «Sono quasi tutti ragazzi africani – conclude Briozzi -, a parte un ragazzo afghano, che è venuto in Italia a piedi, impiegandoci quattro anni. La maggior parte di loro è scappato per motivi politici. Il materiale è delicato da trattare, ma sia loro che noi siamo stati contenti del risultato». Lo spettacolo «Come alberi nel mare – Quelli che vengono da lontano» si terrà alle 21 al teatro dell’oratorio di Ranica (Via Sette Fratelli Martiri 7). L’ingresso è libero. La rassegna proseguirà fino al 16 dicembre, all’auditorium comunale G. Gritti di Ranica, con altri sette spettacoli, da titoli già noti e apprezzati, a nuove proposte. Tra le novità dell’edizione di quest’anno, i laboratori performativi “Let’s play”, e una particolare attenzione alle famiglie con “Palco4Family”.

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