Nascondino: quando i bambini si convincono di essere davvero invisibili. Gioco di sguardi e di complicità

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E’ stupendo guardare i bambini piccoli che giocano a nascondino. I miei riescono ogni volta a sorprendermi e a farmi sorridere. “Vi va di giocare a nascondino?!” “Sìììì!!!! Conta tu mamma”. Ok, conto io. Uno, due, tre…arrivi fino a dieci piano piano, dai loro il tempo per correre e trovare fantastici nascondigli, li spii per esser sicura di ritrovarli. E…beh, loro sono ancora lì. Con le mani davanti agli occhi, fermi immobili, serissimi. O magari si sono messi con la testa sotto il cuscino del divano, lasciando il resto del corpo penzoloni e ben in evidenza. Oppure ti guardano da sotto il tavolo e tu devi proprio impegnarti per non intercettare il loro sguardo e far finta di non vederli.

Fantastici. Fantastica la loro capacità di immedesimarsi così bene nella situazione da convincersi di esser davvero invisibili. Il bambino che diventa occhio, la non percezione di un corpo che va oltre al viso, alle emozioni, alle mani. La voglia di giocare e di ritentare. Ogni volta con lo stesso, grande, entusiasmo. “Vediamo…ma dove saranno finiti?! Che strano…si sono proprio nascosti bene”. E loro intanto se la ridono da dietro le piccole dita che a stento coprono gli occhi. Tu gli giri intorno, loro spostano veloci le mani, ti guardano e corrono. “Tana!” Sì, parlano a stento ma tana è un termine che hanno imparato subito a gridare bene.

Meglio ancora quando tocca a te nasconderti e a loro contare. “Uno, due, otto, dieci”. “No no, aspetta, vai piano, devi darmi il tempo di cercare dove nascondermi”. “Va bene, ma muoviti. Uno, due, dieci. Arrivo”. Ma tu, che ormai sei un fenomeno del nascondino, nel frattempo sei comunque riuscita a dileguarti, incastrandoti a stento sotto il letto. Li ascolti mentre si aggirano per la casa, col passo felpato. Guardano dietro al cuscino del divano, sotto il tavolo, dietro la tenda. La mamma è scomparsa davvero ‘sta volta. E un po’ ti viene anche da ridere. Perché è bello riuscire a lasciarsi andare, a giocare nel vero senso del termine. Non perché devi, non perché i tuoi figli ti obbligano a farlo. Perché giocare è divertente davvero, se lo fai con il giusto spirito.

Loro ti trovano, tu prendi una mega testata contro le doghe del letto per riuscire ad uscirne, loro vincono. Bravi. “Vi va di fare un altro gioco?!”. “No no, ancora nascondinoooo!”. Ecco, qui il gioco si fa duro. Non consideri mai che loro potrebbero andare avanti a oltranza senza mai stancarsi. Ma sì dai, magari ora ti chiudi nella doccia e riesci pure a pensare a cosa cucinare per la cena. “Uno, due, arriviamo!”. Fantastico, il nascondino. Ma solo se giochi con bambini di età inferiore ai tre anni. Altrimenti è troppo impegnativo, non ne sei all’altezza (non puoi certo competere con i veri esperti del settore)…ma soprattutto non ti farai mai così tante risate.

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