Erica Villa alla Sarnico-Lovere Run: «L’emozione di correre rompendo tutte le barriere»

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Domenica 22 Aprile, ho partecipato alla mia seconda maratona. Quella mattina, mi sono svegliata da sola dall’emozione e la notte non sono riuscita a chiudere occhio. Partenza da Sarnico. Mi aspettava Fabio Marcassoli, campione di kick boxing. Appena mi ha vista, mi ha abbracciata, dicendomi: “Sei pronta?” e io, gli ho risposto: “Certo che sì!”
Giusto il tempo di prepararmi e ci hanno fatti partire con qualche minuto di vantaggio distanziando gli altri atleti di circa sette chilometri. Semplicemente fantastico! Ad un tratto sento dietro di me, i passi degli altri atleti, che dalla velocità, con la quale correvano, sembrava fossero tanti cavalli. Ho avuto l’onore di gareggiare assaporando la bellezza del lago d’Iseo, il quale mi ha lasciata incantata e man mano lo guardavo, progettavo il mio futuro. Gli atleti incitavano sia me sia Fabio, dicendoci: “Forza, i vincitori di questa maratona siete voi!” Che emozione!
Lo sport fa proprio questo: emoziona! Emoziona tanto, ti completa, ti gratifica…Fabio mi emoziona da diciassette mesi, da quando lo conosco. A metà corsa, Fabio mi chiede: “Tutto bene?” e io rispondo: “Tutto alla grande, che bello correre con te!”
Dentro di me, sentivo che il fuoco stava diventando il protagonista della gara. Sì, perché quando un amico ti fa correre come gli altri, provi adrenalina, quella vera.
Le persone che mi conoscono, dicono che sono un vulcano e hanno ragione, perché io amo mettermi in gioco, amo le sfide, non ho paura di niente. A tifare per noi c’erano tantissime persone e anche i genitori di Gianluca Plebani. L’arrivo al traguardo a Lovere è stato qualcosa di super, mi tremavano le gambe, in quel momento ho sentito le grida dei tifosi come se fosse una canzone. Sublime! Correre, è vita, sono lacrime di felicità, è essere convinti che tutto si può raggiungere, i sogni si possono realizzare ed io ne ancora parecchi. La mia rivincita non è finita. Sono nata per spaccare il mondo e lo farò!

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