Dal monastero: buone vacanze, con le parole di san Francesco

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Sto per partire per le vacanze con la mia famiglia. Sarei curioso di sapere cosa mi potresti dire per augurarmele buone e felici… Gerardo

Caro Gerardo, il tempo delle vacanze è sempre atteso con desiderio dopo un anno di lavoro, di impegni, di una ferialità intensa e coinvolgente. Si percepisce l’esigenza di uno “stacco”, di un ritmo diverso che interrompa la frenesia e immetta nella vita un’ondata di freschezza e di novità. Se il lavoro, che caratterizza la normalità della vita, è per il credente la partecipazione all’opera creatrice di Dio, del suo essere responsabile nel portare a pienezza l’opera che da Lui gli è stata affidata, con le vacanze partecipiamo al riposo del settimo giorno.

La vacanza e la sua “grammatica dell’umano”

È un tempo importante che inserisce un ritmo diverso di vita, che permette di riassaporare la bellezza delle cose semplici, delle relazioni famigliari in cui potersi guardare negli occhi e ascoltarsi con il cuore, senza la fretta degli impegni che attendono, in una  grammatica dell’umano fatta di gesti di cura, attenzione e intimità: atteggiamenti che, nel ritmo frenetico del quotidiano, rischiamo di vivere frettolosamente o dare sempre per scontati. Le ferie non sono il “dolce far niente”, ma l’entrare nella dimensione della gratuità e della contemplazione nei confronti di sé stessi, degli altri e di Dio. Uscire dalla frenesia permette di avere uno sguardo più riconciliato, più capace di guardare con benevolenza la vita e quanto si è vissuto, privi di quella competitività che ferisce le relazioni e che pone sempre in un atteggiamento di difesa o di attacco nei confronti degli altri. Guardarsi per riconoscersi “dono” per rinsaldare come famiglia, quei vincoli di affetto e di relazione che approfondiscono la conoscenza e rinsaldano la comunione e l’amicizia.ee

La vacanza e la contemplazione della bellezza

Ma il tempo delle vacanze è anche l’opportunità per contemplare la bellezza della natura, la ricchezza artistica e culturale che hanno fatto la storia del nostro paese, la conoscenza di quel “libro stupendo” le cui lettere sono la moltitudine di creature presenti nell’universo. “Dai più ampi panorami, alle più esili forme di vita, la natura è una continua sorgente di meraviglie e di riverenza. Essa è, inoltre, una rivelazione continua del Divino. Questa contemplazione del creato ci permette di riscoprire attraverso ogni cosa qualche insegnamento che Dio ci vuol comunicare, nella voce del silenzio che la natura emana con tutta la sua bellezza”.

È imparare a conoscere sé stessi in relazione alle altre creature.  Tutta la natura, oltre a manifestare Dio è il luogo della sua presenza, un riflesso di Lui, perché tutto di lui porta significazione. Quando ci si rende conto  che in tutto ciò che esiste c’è l’impronta della sua presenza, il cuore sperimenta il desiderio di ringraziare il Donatore sommo per ogni cosa creata e recuperare quel legame di fratellanza con il creato e con tutti i fratelli, che continuamente è minacciato e sconvolto. Allora queste vacanze, caro Gerardo, saranno veramente l’entrare nel “riposo di Dio”, con uno sguardo nuovo che potrà trasformare la tua esistenza e quella dei tuoi cari allargandola a una fraternità universale.

San Francesco

Mentre godrai del ristoro del corpo, della bellezza della natura e del calore dei legami famigliari, fatti voce del creato con le parole di Francesco:

“Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le ue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual’è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a cquelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate”.

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