Voci di confine a Bergamo: oltre gli stereotipi per raccontare un’altra storia sulle migrazioni

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Non è un semplice spettacolo, ma un’esperienza in cui immergersi per “cambiare sguardo” la proposta dei giovani bergamaschi che hanno partecipato al progetto nazionale “Voci di confine”. L’obiettivo è combattere gli stereotipi e raccontare “un’altra storia” sulle migrazioni. Sarà possibile scoprirlo domenica 22 luglio allo Spazio Edonè di Redona (Bergamo, via Agostino Gemelli 17), sede di questo debutto. L’idea, l’organizzazione, l’evento sono il frutto del  lavoro di sette giovani tra i 26 e i 29 anni, in collaborazione con il Csv di Bergamo.

«Il progetto nazionale – racconta Giulia Pesenti del Csv -, finanziato da un bando europeo, ha messo in campo diverse azioni: una di esse implicava lo sviluppo a livello locale di incontri e manifestazioni sulle migrazioni. L’obiettivo era creare una cultura diversa, proponendosi di superare gli stereotipi. Il gruppo dei giovani volontari bergamaschi si è messo all’opera con entusiasmo seguendo prima di tutto un corso di formazione online sui temi della migrazione, e poi realizzando uno spettacolo di contro-narrazione».

Voci di Confine” è un progetto promosso da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, CSV Marche e AMREF Italia e si svolge in diverse città d’Italia con l’obiettivo di promuovere una comunicazione corretta ed esauriente sui temi della migrazione e dell’accoglienza.

I sette bergamaschi sono Giuseppe Alberghina, Claudia Birolini, Ester Carrara, Lisa Manini, Michela Molta, Ester Rizzi ed Elena Sarzilla: «Abbiamo aderito a questo progetto – raccontano – perché crediamo che sia importante sensibilizzare le nostre comunità, e in particolare i giovani, sul fenomeno migratorio e su tutti quegli aspetti che non vengono percepiti perché non ci vengono raccontati da nessuno. Attraverso dati e informazioni reali, vogliamo informare i cittadini bergamaschi per migliorare la conoscenza e abbattere gli stereotipi».

L’esito di questo lavoro è “Lost in Migration. Il gioco delle voci in viaggio”: uno spettacolo a tappe che chiederà agli spettatori di mettersi in gioco e di vestire i panni di chi ha vissuto un percorso di migrazione, soffermandosi in modo particolare sul viaggio dall’Africa all’Italia. L’idea nasce dall’esperienza già messa in atto da una delle volontarie realizzando questo percorso nelle scuole in forma ludica con gli operatori della Cooperativa Il Cantiere. Racconterà le storie vere di alcuni migranti accolti sul territorio bergamasco e sarà portato in scena dalla compagnia Isabelle il Capriolo. Lo spettatore si troverà di fronte ad un percorso di sei tappe, raggiungibili attraverso il lancio di un dado; una scelta che rappresenta il destino di chi si mette in viaggio e non sa cosa potrà accadere.

L’appuntamento con “Lost in Migration. Il gioco delle voci in viaggio” è in programma domenica 22 luglio 2018 a partire dalle 18 allo Spazio Edonè di Redona (Bergamo, via Agostino Gemelli 17). La partecipazione è libera e lo spettacolo è adatto a tutte le età. È solo l’inizio: «Tradurre in forma artistica un tema così particolare e complesso – osserva Giulia -, far emergere la bellezza di una vicenda che ha spesso risvolti drammatici è stata una grande sfida. Ci auguriamo che il pubblico la accolga favorevolmente. Poi la sperimentazione proseguirà».

 

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