Joaquìn Navarro-Valls”uomo dell’essenziale”. Il ricordo di Paolo Arullani

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“Joaquín Navarro-Valls. Ricordi, scritti, testimonianze” (Edizioni Ares 2018, Collana “Smeraldi”, pp. 172, 19,00 euro) esce a un anno dalla scomparsa del giornalista e medico spagnolo, nato il 16 novembre 1936 a Cartagena e morto a Roma il 5 luglio 2017, direttore della sala stampa vaticana dal 1984 al 2006, indimenticabile e storico portavoce di Giovanni Paolo II.

Il volume, curato da Paolo Arullani, Presidente Onorario dal 2013 dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, della quale dal 2007 Navarro-Valls era stato nominato presidente dell’Advisory Board, è diviso in due parti. Nella prima parte viene rievocata la figura di Navarro-Valls, “uomo brillante, sportivo”, che sapeva essere allegro ed entusiasta, “ma al tempo stesso riflessivo e prudente”. Nella seconda parte del volume è lo stesso Navarro-Valls a prendere direttamente la parola attraverso la pubblicazione finora inedita di alcuni suoi importanti testi sul senso dell’esistenza, sul valore della persona umana, sulla sofferenza e sul senso della malattia, sul rapporto paziente-persona, sulla missione dell’uomo, sulla fede in Dio e la speranza della vita eterna.

Per ricordare la straordinaria avventura umana e professionale di Navarro-Valls abbiamo intervistato Paolo Arullani, il quale scrivendo queste pagine ha sentito l’obbligo morale, oltre che il desiderio affettivo, di tributare un ricordo al suo grande amico “Quico”.

Prof Arullani, nel testo ha definito Navarro-Valls “uomo dell’essenziale”. Desidera chiarire la Sua riflessione? 

«Rapidità, concisione. Queste erano le caratteristiche dell’uomo Navarro-Valls. Ricordo le riunioni di lavoro, tutto doveva essere organizzato al millimetro. Sentivo che per il mio amico era fondamentale che le riunioni fossero sintetiche e brevi. Importante era la puntualità! Anche i suoi scritti avevano queste caratteristiche, essenzialità e stringatezza, ma non dimentichiamo che Navarro-Valls era un giornalista. Inoltre aveva una grande elasticità mentale».

Dagli scritti di Navarro-Valls emerge il ritratto di Papa Wojtyla. Il pontefice polacco fu quasi un padre per il giornalista e medico spagnolo? 

«Vorrei chiarire come Navarro-Valls vedeva il Papa, cioè con gli occhi di un grande affetto filiale. Ma non cercava nel papa polacco il padre, quello che lui ammirava in San Giovanni Paolo II era il suo sguardo moderno, innovatore».

È vero che Navarro-Valls aveva un legame molto forte anche con Papa Benedetto XVI? 

«Sì, Benedetto aveva molto insistito affinché rimanesse. Ma Navarro-Valls aveva vissuto con tale intensità il rapporto umano e professionale con il predecessore di Ratzinger che non poteva continuare con il suo successore. Navarro-Valls poi non era più tanto giovane».

Per Navarro-Valls quella per la medicina era una vecchia passione?

«No, la passione di Navarro-Valls era l’uomo. Ricordo che ottenne una borsa di studio dall’Università di Harvard e si laureò “summa cum laude” in medicina e chirurgia nel 1961, continuando gli studi per un dottorato, non a caso, in Psichiatria. Quindi la Persona in quanto tale. Conoscere e comprendere la Persona che c’è dentro l’uomo».

Qual è uno dei messaggi che ha lasciato in eredità Joaquín Navarro-Valls e che la Fondazione ha fatto suo? 

«Innanzi tutto quella di esistere. Ma il messaggio più importante che ci lascia in eredità Joaquín Navarro-Valls e che la Fondazione ha fatto suo è il seguente: “Ogni atto di benevolenza è soprattutto un dono, ma un dono per chi dona. La benevolenza salverà il mondo? Sì, la benevolenza può cambiare il mondo anzi, il mondo cambia nella misura in cui la benevolenza viene esercitata”».

Tra le testimonianze presenti nel libro appaiono quelle del Cardinale Stanislao Dziwisz, già segretario di San Giovanni Paolo II, oltre a quelle di Gianni Letta, Beatrice Lorenzin, Sergio Marchionne e Mario Moretti Polegato. Ce ne vuole brevemente parlare? 

«È stata una mia scelta, potevo cercare tra tremila persone, in Vaticano ne avrei trovate tante, ma Navarro-Valls non era solo un uomo legato alla Chiesa. Chi ha lasciato una testimonianza nel volume conosceva bene e stimava Navarro-Valls. Fondamentale l’impatto che Navarro-Valls ha avuto su tutti loro».

N.B.: Il ricavato e i diritti d’autore di questo volume andranno alla Rome Biomedical Campus University Foundation di cui Navarro-Valls è stato il primo Presidente del Comitato dei Garanti.

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