Follow JC Go: il Pokemon Go dei santi per un’evangelizzazione 3.0

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Ha superato i 50.000 download in pochi giorni, ha preso spunto da Pokemon Go e ha ottenuto l’approvazione del Vaticano: Follow JC Go è la nuova applicazione in cui l’obiettivo è quello di collezionare i santi. Non è uno scherzo, in occasione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù in programma a Panama, la Fondazione Ramón Panéa ha sviluppato un gioco in cui, anziché catturare i mostri giapponesi, si collezionano i santi. Per aggiungerli all’e-Team (squadra di evangelizzazione) non è necessario alcun combattimento e nessuna cattura, basterà passeggiare per strada e rispondere alla domanda posta nel momento in cui si clicca sull’icona del santo. Nel caso in cui la risposta sia corretta il santo si unirà all’e-Team, in caso contrario bisognerà cercarlo nuovamente. Per rispondere alle domande, però, è necessario conoscere lo spagnolo perché ad oggi si è ancora in attesa degli aggiornamenti che includeranno altre lingue nel gioco, ma il sistema funziona già in tutto il mondo basandosi sul GPS.
In aggiunta a quello che accade nel gioco “normale” di Pokemon Go, in Follow JC Go bisognerà fare attenzione anche alla salute sia corporale che spirituale del proprio avatar. Sullo schermo, infatti, vi sono tre icone che rappresentano l’alimentazione, l’idratazione e la preghiera e sono tutte necessarie affinché il personaggio scelto possa proseguire la propria ricerca.
L’idea, però, non è del tutto originale. Già nel 2016, il collegio di Maria Ausiliatrice di Bernal, in Argentina, aveva preso spunto da Pokemon Go creando un gioco in cui l’obiettivo era proprio quello di collezionare i santi come avviene in Follow JC Go. Il gioco, poi, non è privo di difetti: consuma molta batteria sfruttando il GPS, a tratti è lento e occupa parecchia memoria sullo smartphone.
Tra i 50.000 download di cui l’applicazione è stata protagonista dal 15 ottobre ad oggi, molti sono coloro che hanno scaricato il gioco per curiosità. I commenti sui social e le recensioni puntano tutti sull’ironia e nessuno si espone mai seriamente, ma in un confronto reale le opinioni espresse sono diverse. C’è chi lo definisce blasfemo e ritiene che la Chiesa non debba abbassarsi ai livelli di questi giochi dalla vita breve o tentare di seguire mode che non le appartengono. Altri sostengono che il gioco sia una buona idea se indirizzata ai più piccoli, ma che debba essere sviluppata con migliorie che spaziano dall’aumentare i personaggi collezionabili all’affinare la grafica. Altri ancora credono che questo tipo d’idea possa funzionare solo in zone del mondo in cui la fede è molto più sentita. Proporre un gioco simile in America Latina, per esempio, sarebbe più efficace. In una società come quella latino-americana si accolgono ben volentieri novità simili a questa per lo stile più giocoso ed entusiasta anche nel vivere la fede. Nelle comunità cristiane europee, invece, la fede è sempre stata tramandata come un aspetto molto serioso della vita, su cui non è possibile ironizzare e a cui va riservato un trattamento di rispetto particolare, quasi timoroso.
Follow JC Go non avrà il seguito di Pokemon Go, ma è comunque un discreto tentativo per avvicinare i giovanissimi alla cultura religiosa che si sta perdendo poco alla volta. Un buon strumento di catechesi in grado di attirare l’occhio dei bambini se utilizzato con la volontà di insegnare tramite il gioco.

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