Pallavolo femminile: l’argento della fiducia nei giovani. Non solo una medaglia, una lezione di vita

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Parliamo di pallavolo. Parliamo del mondiale appena conclusosi in Giappone, ma evitiamo di cadere in paragoni scontati. “La nazionale di calcio non si qualifica ai mondiali e non fanno altro che parlarne, la nazionale di pallavolo gioca un mondiale e i media se ne accorgo solo quando la squadra arriva in finale”, “Facile salire sul carro dei vincitori, dov’erano tutti quando abbiamo sofferto da casa nel vedere le nostre atlete faticare per ogni meritato traguardo?” o ancora “Una prima pagina per una squadra di pallavolo non si vedrà mai”. Non si vuole sminuire un problema che affligge tutti i pallavolisti e gli amanti di questo sport: è triste vedere prime pagine sempre dedicate al calcio, mentre la nazionale italiana di pallavolo deve farsi spazio a gomitate per avere un piccolo angolo di giornale.
Nel silenzio dei media e partendo dall’anonimato, un’Italia giovane e grintosa è riuscita a conquistare uno splendido argento che vale molto di più di una medaglia, è una lezione di vita. Un insegnamento utile ai giovani, agli adulti e a tutto il nostro Paese.
Se da una parte si ha una nazionale di calcio che ha preferito affidarsi ai “senatori” di squadra, anziché lanciare giovani che potessero crescere tra errori e soddisfazioni, dall’altra ci sono le ragazze terribili (così si sono definite) di Davide Mazzanti. Una squadra giovanissima costituita da ragazze che hanno dai diciassette ai trentun anni, la cui età media si aggira intorno a ventiquattro anni. A guidare le azzurre come capitano è Cristina Chirichella, una centrale di 24 anni, mentre l’esperienza in campo è fornita da Monica di Gennaro, libero di 31 anni, e Lucia Bosetti, schiacciatrice di 29.
Oltre all’argento, le ragazze terribili si sono guadagnate anche diversi premi personali. Miryam Sylla, 23 anni, ha vinto il titolo di miglior schiacciatrice del mondiale. A Monica di Gennaro è stato assegnato il titolo di miglior libero essendo stata per tutta la competizione la colonna portante della ricezione italiana. Ofelia Malinov, 22 anni, si porta a casa il premio di miglior palleggiatrice confermando così di essere una degna erede di Eleonora Lo Bianco, alzatrice dell’allora Foppapedretti Volley Bergamo, che a suo tempo aveva fatto sognare una generazione di giocatrici. A Paola Egonu, 19 anni, è stato assegnato il titolo di miglior opposto del mondiale dopo aver stabilito un nuovo record per aver realizzato 45 punti in una sola partita. Del sestetto titolare non è da dimenticare Anna Danesi, centrale di 22 anni, che con i suoi muri ha fatto esultare molti tifosi. Oltre alle titolari, poi, ci sono anche delle giovani ragazze che hanno combattuto dalla panchina, pronte a dare una mano in caso di bisogno.
Sono molte le motivazioni per cui essere orgogliosi di questa squadra, ma la più significativa sta nella lezione che il coach Mazzanti ha impartito a tutta Italia. Ha costruito la squadra dando fiducia a giovani giocatrici, la maggioranza delle quali alla prima esperienza in un torneo prestigioso come il mondiale. Non è solo una questione di talento o bravura, in uno sport come la pallavolo spesso ciò che fa la differenza è la testa e questa si costruisce con pazienza, volontà e tanto duro lavoro. Spesso a questi livelli vince la squadra che riesce meglio a gestire la tensione, che rimane concentrata e non si scoraggia dopo un errore, quella che non si lascia influenzare da palazzetti trasformati in vere e proprie bolge dai tifosi. Il lavoro dell’allenatore italiano andrebbe preso d’esempio in qualsiasi ambiente lavorativo. In ogni time-out dopo aver dato consigli alle proprie giocatrici, il coach lasciava sempre qualche manciata di secondi alle ragazze per confrontarsi tra di loro prima dell’ingresso in campo. Un gesto semplice che va a ribadire ancora una volta la fiducia del tecnico, guida fondamentale per le giovani atlete che sono scese in campo a dar battaglia a campionesse di fama affermata.
Alla fiducia di Mazzanti, le ragazze terribili hanno risposto costruendo un sogno inaspettato arrivando a un soffio dalla vittoria mondiale. Queste giovani giocatrici sono l’esempio di cosa sono in grado di fare i giovani con grinta, forza e tenacia. Questa grande squadra di pallavolo vuole essere una rappresentazione di tutti i giovani d’Italia che desirano mettersi in gioco e dar battaglia alle difficoltà senza mai arrendersi. Le ragazze terribili hanno dimostrato a un Paese intero che i giovani non sono un triste pregiudizio, ma una splendida realtà come splendido è l’argento che hanno conquistato, quasi a lanciare un messaggio: date fiducia ai giovani, metteteli in campo.

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