Paolo VI e la Fuci. “Ci ha insegnato a porci domande, a essere creativi e generativi”

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Chiedere ad un fucino di raccontare Paolo VI è un’esperienza emozionante che lo pone davanti al riflesso di un volto che in modi diversi lo ha in qualche modo accompagnato, diventando esempio, amico e fratello.

Oggi, domenica 14 ottobre, il Papa lo proclamerà Santo, ma questo non riesce a rivestirlo di quell’aurea cristallina ed evanescente che lo faccia percepire lontano, Don GB rimane l’uomo, l’assistente colui che ci ha consegnato e affidato l’Università come  luogo dove maturare la propria coscienza, scoprire la propria vocazione e formarci con gli strumenti della ricerca, della verità e carità intellettuale.

Per la Chiesa, Montini è il Papa del Concilio, del cambiamento, il vento della primavera che riecheggia nelle parole delle sue encicliche, a lei ha dato molto e a noi ha lasciato due lampade: quella della Fede e quella della ragione.

L’Università sarà stata molto diversa rispetto ad ora, ma il consegnarci una lampada significava il darci uno strumento per non smarrirci, per ricordarci dove fossimo, per sconfiggere il buio e trovare sempre una via di uscita.

Sono passati anni da quando è stato assistente nazionale, eppure non ha mai lasciato la sua Fuci, quella lampada ha continuato a brillare per tutti questi anni, diventando faro costante nella vita della nostra Federazione.

Luce in uno studio che doveva essere passione e condurre a mostrarci l’Università come un romantico davanti ad un castello meraviglioso, a commuoverci a porci domande, essere creativi e generativi,  sempre pensando alla missione di portare un annuncio che non fosse necessariamente facile, ma certamente felice.

Il nostro Paolo VI sarà Santo ed è festa per questa federazione, per tutte le generazioni che  hanno potuto viverne il carisma e che a lei saranno in modi diversi eternamente grati,  ed in questa festa siamo tutti fratelli e sorelle stringendo “Coscienza Universitaria” e pensando a quanto sia attuale nonostante gli anni passati.

Lo stringeremo forte pensando ai mercoledì universitari sperando davvero di possedere: “una riserva di salute mentale e fisica, una nobiltà di pensiero e di senso morale, una capacità di ideale, di entusiasmo e di eroismo, una pura vena di arte, di canto, di sogno, un’esigenza di amore vero, di virtù vera, di bellezza vera, un segreto di bontà, di generosità, di preghiera e di fedeltà, cristiana, che dicono che la vita è questa”.

Penso che sarà davvero così, perche da bravo assistente, anche se Santo, noi sappiamo che non ci lascerà mai, come le luci della notte che ti riaccompagnano sempre a casa.

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