Politica e sport. L’Europa League e il caso recente di un giocatore dell’Arsenal

0

Henrikh Mkhitaryan, giocatore di origine armena, in forza all’Arsenal

Lo sport unisce. Dovrebbe unire

Lo sport e le controversie internazionali, di tipo politico-militare per esempio, dovrebbero a rigor di logica stare su piani separati. Da una parte l’invito all’unione fraterna dei popoli, seppur nello spirito agonistico; dall’altra l’astio e la rivendicazione armata. Il condizionale rimane però d’obbligo, purtroppo. Sono, infatti, sempre di più i casi in cui la distinzione fra i due ambiti si annulla, implicando spesso spiacevoli ed evitabili conclusioni.

Il caso di un giocatore dell’Arsenal, armeno

Nella scorsa settimana, ad esempio, quando l’Arsenal ha comunicato la lista dei propri convocati per la gara di Europa League contro il Qarabag, in molti si sono accorti di qualcosa di strano. Mancava all’appello dei giocatori, chiamati alla trasferta in Azerbaijan, il talentoso centrocampista Henrikh Mkhitaryan. Capitano della nazionale armena, della quale è il miglior marcatore di sempre con 25 reti, il giocatore non è potuto salire assieme ai compagni sul volo diretto a Baku, a causa di un motivo abbastanza particolare. L’Armenia è infatti attualmente in conflitto proprio con l’Azerbaijan per il controllo del Nagorno-Karabakh, regione del Caucaso meridionale. Una contesa, poco nota all’opinione pubblica occidentale, che tuttavia  conta decenni di morti e dolore alle sue spalle. Il conflitto tra le due nazioni, non permette pertanto al calciatore, in quanto cittadino armeno, di mettere piede in territorio azero. Una situazione spiacevole, già capitata in passato. Nel 2015, infatti, quando indossava la maglia del Borussia Dortmund Mkhitaryan dovette rinunciare, per il medesimo motivo, alla gara contro gli azeri del Qabala.

Gli ideali mancati del calcio

Un paradosso, pensando agli ideali di unione tra i popoli a cui si ispirano fin dalle origini le varie organizzazioni internazionali di calcio. Un torneo come questo, l’Europa League, con formazioni provenienti da ogni parte del continente, sarebbe stata un buona occasione per calmare le acque nella regione, almeno durante i novanta minuti di giovedì. L’allenatore dei padroni di casa, Gurban Gurbanov, ha tenuto tuttavia a precisare in conferenza stampa come molti sportivi armeni siano, comunque, volati in Azerbaijan negli ultimi anni e che la scelta di non convocare Mkhitaryan vada imputata , in toto, all’Arsenal. La risposta della società londinese è stata chiara. Come già anticipato dal portavoce della formazione inglese a fine agosto, al termine dei sorteggi, la priorità del club rimane la sicurezza dei propri giocatori. L’assenza di Mkhitaryan non ha, comunque, impedito all’Arsenal di imporsi  con un netto 0-3 sul Qarabag, ma crea uno spinoso problema per il futuro. La finale della competizione è prevista a Baku, capitale dell’Azerbaijan, il prossimo 29 maggio. Se i Gunners riuscissero a raggiungerla, ecco allora che la mancanza di Henrikh diventerebbe un problema ancora più grande.

Share.

Lascia un commento