L’Atalanta straccia l’Inter. Il monastero e la grande “distrazione” del calcio

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Sono atalantino e sono felicissimo del 4-1 che abbiamo rifilato all’Inter domenica scorsa. Vorrei sapere il tuo parere su questa grande distrazione domenicale. Il mio parroco è di una arcigna severità su questo. Mi sembra, sommessamente, di non poter essere d’accordo. Tu cosa ne pensi? Gigi

Caro Gigi, premetto che non sono un esperta di calcio, perché non è il mio sport preferito, ma comprendo la tua passione, unita a un buon senso “patriottico” legato alla nostra città. Mi pare legittima la tua felicità per il risultato ottenuto dall’Atalanta nella partita con l’Inter.

La passione sportiva è buona

È bello avere un interesse sportivo, se questo non viene vissuto in forme estreme, che sfociano in violente tifoserie che certo non esprimono la gratuità di uno spazio ricreativo domenicale. Forse il tuo parroco è preoccupato per le derive che il calcio può assumere quando diventa occasione per sfogare la propria aggressività contro gli avversari, non più considerati come persone ma come nemici. Quando o sport è un hobby sano, vissuto in un tempo libero da occupazioni o impegni di lavoro, è uno strumento di crescita umana, in cui vivere e condividere valori, quali l’accoglienza, la collaborazione, il senso di squadra, un certo cameratismo. Esso è un luogo di incontro, dove le persone di ogni livello e condizione sociale si uniscono per ottenere un risultato comune. È un ambito privilegiato che raccoglie e unisce le persone, senza distinzione di sesso,religione o ideologia, e offre loro la possibilità di sperimentare la gioia di competere per raggiungere insieme un traguardo. Esse sono spinte a dare il meglio di ciò che sono capaci per ottenere risultati eccellenti da condividere con la propria squadra, quale gruppo umano che fa sperimentare in piccolo la dimensione di una comunità, oppure si sostengono e incoraggiano di fronte alle possibili sconfitte o ai fallimenti.

Lo sport negli oratori

Prova a pensare al valore educativo che lo sport assume anche negli oratori, nelle associazioni, nelle quali la dimensione sportiva diviene anche una via di evangelizzazione.Infatti essa può aprire la strada verso Cristo in quei luoghi o ambienti dove per vari motivi non è possibile annunciarlo in maniera diretta, attraverso la testimonianza gioiosa dei cristiani che vi si dedicano in modi diversi, con appassionato impegno e fedeltà.

Papa Francesco invita anche a approfondire la stretta relazione che esiste tra la vita e lo sport, perché possano illuminarsi a vicenda, affinché lo sforzo di superarsi in una disciplina atletica serva anche di stimolo per migliorare come persone in tutti gli aspetti della vita. Tale ricerca, con l’aiuto di Dio, mette sulla strada della santità. Se lo sport va visto come ricchissima fonte di valori e virtù che aiutano a migliorare come persone, per lo sportivo cristiano la santità sarà viverlo come un mezzo di incontro, di formazione della personalità, di testimonianza e annuncio della gioia di essere cristiano.

Lo sport, i processi educativi, gli adulti

Come sottovalutare una opportunità così preziosa di crescita integrale della persona? Certamente un ruolo importante nei confronti delle nuove generazioni lo assumono gli adulti, chiamati a diventare esempi di un impegno sportivo che recuperi tutta la bellezza della gratuità e della gioia di uno spazio e un tempo ludico che promuova tutta la dimensione umana e non accentui solo la dimensione competitiva.

Essi non devono essere solo fruitori di uno sport, tifosi di una squadra, ma anche educatori dello stile di vita che lo sport esprime. La domenica, come giorno del Signore, deve ritornare ad assumere la sua peculiarità di una giornata di festa, di amicizia , di incontro attraverso il quale rinsaldare i legami familiari e di amicizia gioire dello stare insieme anche attorno a un pallone. È questo l’augurio che faccio a te e a quanti sanno gustare la bellezza di una “distrazione” calcistica domenicale facendo il tifo per la squadra del cuore.

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