Papa Francesco: «Il linguaggio del cuore e del dialogo prevalga su quello delle armi»

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“Tutti vogliamo la pace. E, più di chiunque altro, la vuole chi ne patisce la mancanza”. Lo dice Papa Francesco nel videomessaggio per le intenzioni di preghiera del mese di novembre, pubblicato ieri. “Possiamo pronunciare parole splendide – dice Francesco -, ma se nel cuore dell’uomo manca la pace, essa non ci sarà neppure nel mondo”. La consapevolezza del Papa è che “con zero violenza e 100 per cento di tenerezza, costruiamo la pace evangelica che non esclude nessuno”. Quindi, l’invito a pregare insieme perché “il linguaggio del cuore e del dialogo prevalgano sempre sul linguaggio delle armi”.

Il Papa ha annunciato ieri anche il tema della prossima Giornata Mondiale per la Pace: “La buona politica è al servizio della pace”. È il tema scelto da Papa Francesco per il messaggio per la 52ª Giornata mondiale della pace che si celebra il 1° gennaio 2019. Dandone notizia la sala stampa vaticana, ha riportato anche il seguente commento: “La responsabilità politica appartiene ad ogni cittadino, e in particolare a chi ha ricevuto il mandato di proteggere e governare. Questa missione consiste nel salvaguardare il diritto e nell’incoraggiare il dialogo tra gli attori della società, tra le generazioni e tra le culture. Non c’è pace senza fiducia reciproca. E la fiducia ha come prima condizione il rispetto della parola data. L’impegno politico – che è una delle più alte espressioni della carità – porta la preoccupazione per il futuro della vita e del pianeta, dei più giovani e dei più piccoli, nella loro sete di compimento. Quando l’uomo è rispettato nei suoi diritti – come ricordava San Giovanni XXIII nell’Enciclica Pacem in terris (1963) – germoglia in lui il senso del dovere di rispettare i diritti degli altri. I diritti e i doveri dell’uomo accrescono la coscienza di appartenere a una stessa comunità, con gli altri e con Dio (cfr ivi, 45). Siamo pertanto chiamati a portare e ad annunciare la pace come la buona notizia di un futuro dove ogni vivente verrà considerato nella sua dignità e nei suoi diritti”.

 

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