#Vieniviaconme. Il diario di Marius, volontario dalla Francia a Bergamo con Aeper, alla scoperta di Città Alta

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Nuovo appuntamento con la rubrica “Vieni via con me”, che presenta racconti di giovani impegnati nell’anno di volontariato internazionale (Sve) in collaborazione con Gruppo Aeper. Marius, autore di questo “diario”, presta servizio nelle Politiche Giovanili di AEPER grazie al progetto STAND BY ME, finanziato da Erasmusplus che porterà 4 giovani volontari in AEPER nei prossimi due anni.
Marius affianca le figure educative nei progetti di Mapello, Ambivere e Valtrighe in collaborazione con le Parrocchie, ma dedica parte del suo tempo all’elaborazione di un progetto individuale, all’esplorazione di tutto il panorama delle politiche giovanili di AEPER e alla scoperta delle possibili forme di autoimpiego accessibili a giovani creativi.

Don Alessandro ha chiamato Davide, un suo amico, per farmi visitare Città Alta.
Città Alta è molto bella, con molte piccole strade solamente pedonali. Attorno ci sono molti edifici: chiese e monumenti antichi. Somiglia ad uno sfondo di Cinecittà, è come essere al cinema. Quando si è in Città Alta si può vedere lontano, ammirando il panorama con le colline.
Mi piace perché non è troppo grande e posso camminare in tranquillità, senza incontrare troppo caos.
Sono tornato in Città Alta, anche quando è venuta a trovarmi mia mamma, insieme siamo andati ad un festival di fotografia al Monastero del Carmine.
Il monastero era davvero bello, anche se sembrava ci fossero in corso dei lavori, sui muri si vedevano degli affreschi. La mostra di fotografia era veramente bella, c’erano delle fotografia della Mongolia, che tra l’altro ho visitato. Erano delle foto un po’ “dure”, a tratti tristi e di forte impatto. Una delle fotografie che mi ha colpito di più è stata quella che ritraeva in primo piano un giovane che avrà avuto circa 13/14 anni, che dormiva per strada, mentre in secondo piano, dietro di lui, il paesaggio di una città con molte case e iurte, come a paragonare la ricchezza e la povertà con le sue problematiche (come soffrire il freddo, alcolismo, malattie, fame…).
Alla fine della nostra visita abbiamo mangiato in una trattoria molto buona, sembrava un locale antico: ho mangiato pasta con i funghi, mentre mia mamma un piatto di polenta.
Fino ad ora Bergamo mi sta piacendo: mi ha colpito molto la parte storica di Città Alta, ma sono curioso di scoprire la parte bassa di questa città.
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