Agnese Moro a Longuelo per un incontro sulle Beatitudini: “La dolce rivoluzione degli uomini miti”

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Agnese Moro, figlia dello statista democristiano rapito e assassinato dalle brigate rosse nel 1978, sarà ospite del gruppo famiglie nella parrocchia di Longuelo, a Bergamo, domenica 13 gennaio alle 16, per un incontro dedicato alle Beatitudini: “La dolce rivoluzione degli uomini miti”. L’appuntamento, aperto a tutti, si tiene nella chiesa parrocchiale. Per Agnese Moro, negli ultimi anni protagonista a Bergamo di diversi incontri del Bergamo Festival “Fare la pace” è un ritorno: già in passato ha portato la sua preziosa testimonianza sulla difficile elaborazione del dramma e su come, attraverso la tragedia, si possa conservare l’umanità. «Conosco il male – ha affermato Agnese Moro – perché anch’io so fare il male e l’ho fatto. E ho imparato che non si ferma da sé, se non c’è una decisione. Anche se dire basta non è sufficiente, bisogna essere in due a volerlo. Il male si ferma quando si ricuce un tessuto di umanità che è stato ferito». Questo atteggiamento consente di non essere ulteriormente prigionieri della violenza e del rancore e permette di aprire spazi per conservare la propria umanità. Tutto questo vale per ogni singola persona toccata dalla tragedia, ma anche per un’intera società civile alle prese con i fantasmi del proprio passato. Agnese Moro con alcune altre persone ha iniziato dieci anni fa un cammino particolare, accompagnato da alcuni mediatori penali – come Claudia Mazzuccato, Adolfo Ceretti e Guido Bertagna – volontario e gratuito nel tentativo di riparare vissuti lacerati e feriti, nati da eventi legati alla lotta armata degli Anni Settanta e Ottanta, offrendo le proprie storie personali inserite nella “Storia” di quegli anni. Al buio, senza sapere dove li avrebbe condotti quello che poteva sembrare un cammino azzardato, queste persone si sono incontrate per rispondere a una ineludibile domanda di giustizia, che si è rivelata essere un’apertura al dialogo.

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