Papa Francesco, Panama e i giovani, visti dal monastero

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In questi giorni e nei prossimi si parlerà molto della Giornata Mondiale della Gioventù a Panama. Questi grandi eventi pubblici della Chiesa come le vivete da monache e dentro i tempi e gli spazi del vostro monastero? Giovanni

La Giornata Mondiale della Gioventù, che si sta celebrando a Panama, dal tema “Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola”, è un appuntamento molto grande, caro Giovanni, che riunisce giovani di tutto il mondo, con culture, storie, situazioni locali molto diverse.

Accomunati dall’unico desiderio di conoscere Cristo, di lasciarsi ammaestrare dal suo Vangelo, moltissimi ragazzi si mettono in cammino per incontrarsi tra di loro, confrontarsi e fortificarsi reciprocamente nel confessare Gesù Cristo. Portano con sé profondi interrogativi e grandi desideri, insieme alle sofferenze per le tragedie di molti popoli. Illuminati dalla parola franca di papa Francesco, celebrano la gioia del Vangelo e del sentirsi Chiesa. Poi, dopo, ritorneranno alle loro case, confermati nella fede, fortificati nel combattere le ingiustizie, disponibili a costruire ponti di pace nel proprio quotidiano.

Conoscenza, riflessione, preghiera

Quanto sta avvenendo in quel piccolo Stato dell’America Centrale, chiede, da parte nostra, conoscenza, riflessione e preghiera.

Troppo poco?

Siamo consapevoli che la nostra vita, in monastero, è inserita a pieno titolo, in modo misterioso e realmente fecondo, nella Chiesa. Ciascuna sorella, infatti, è chiamata a gioire delle gioie di tutta la comunità cristiana, a portare il peso delle sue fragilità e delle sue sofferenze e a condividere la medesima passione per l’uomo, generandolo, nella fede, alla vita di grazia.

La dimensione ecclesiale è, infatti, parte integrante della nostra vocazione monastica-claustrale; in essa è racchiusa una straordinaria forza apostolica e missionaria che edifica l’intero Corpo di Cristo. La nostra madre santa Chiara, scrivendo a santa Agnese di Praga, sottolinea: «Ti stimo collaboratrice di Dio stesso e sostegno delle membra deboli e vacillanti del suo ineffabile Corpo».

Ogni evento di Chiesa ci interpella

Ogni evento della vita della Chiesa, quindi, a cominciare da quella parrocchiale e diocesana, ci interpella e ci chiede di dilatare mente e cuore per assumerlo interamente dentro di noi e portarlo nella preghiera. L’informazione, l’ascolto di alcune testimonianze e il confronto fraterno, sono alcune modalità che ci permettono una conoscenza maggiore dell’evento e delle sue ripercussione nella vita dei credenti. In occasioni particolari proponiamo anche veglie di preghiera aperte a tutti.

Il vangelo non ama l’apparenza, né la grandezza, ma predilige la logica del chicco di frumento che, nei solchi della terra, dona la sua vita per una crescita rigogliosa e abbondante. Siamo certe, perciò, che, anche grazie alla nostra piccola e semplice testimonianza evangelica, l’evento della Gmg porterà molto frutto nei partecipanti. Il Divino Agricoltore farà germogliare nel cuore di ciascuno il seme della Parola ascoltata, compiendo, come in Maria, grandi cose.

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