L’estate? Sarà una bella storia! Presentato il Cre 2019 agli animatori

1

Vocazione: una parola, mille significati. Una bella storia, ma allo stesso tempo delicata sia per gli adulti che per i giovani. Discuterne non è sicuramente facile, parlarne alla presentazione del Cre è una sfida ancora più complessa. Eppure gli animatori della diocesi lo fanno sembrare semplice. Nello scorso fine settimana, circa 4500 animatori hanno riempito l’auditorium del seminario per sapere qualcosa di più su questa edizione del Cre che chiude un ciclo di tre anni. Dopo aver ammirato il creato ed essersi messi all’opera, ora gli oratori sono chiamati a riflettere sulla vocazione. Un compito che ha il sapore di una grande sfida.

A dare il la della riflessione agli animatori ci hanno pensato gli animatori della diocesi con una storia semplice e sincera. La voce di un’insegnante ha accompagnato la serata con un racconto da cui traspariva l’affetto nei confronti dei suoi alunni. Una professoressa accompagna quotidianamente i propri studenti lungo il loro percorso di crescita, ma è anche accanto ai propri colleghi e amici nella vita di tutti i giorni.

La prima tappa del racconto è la nascita della piccola Anna. A nascere, però, non è solo la bambina. Attorno a lei nascono degli zii, dei nonni, una mamma e un papà. Un modo per sottolineare che, nella vita, non si nasce una volta sola, ma tante e più volte nei ruoli che ci ritroviamo a rivestire. Si può nascere anche nel diventare animatori.

Dopo la ‘prima’ nascita, si è chiamati a crescere e ognuno cresce a modo suo come sottolinea l’insegnante. Osservando attentamente gli alunni, la professoressa li accompagna passo dopo passo. Vede i suoi alunni crescere tra risate, nuove scoperte e difficoltà da superare. Crescendo si impara a conoscere il mondo e a conoscere se stessi. Ognuno ha le proprie passioni e i propri interessi che, a poco a poco, prendono forme sempre più nitide fino ad essere riconosciuti come desideri.

Anche l’atto di desiderare fa parte dell’esistenza. Ci dona una meta da raggiungere con tutte le proprie forze. Ci sono desideri piccoli come comprare un vestito nuovo, altri più importanti come fare il lavoro che si ama. Altri ancora sono fondamentali e imprescindibili come comprare la casa con i propri sforzi, creare una famiglia, diventare nonni. Per alcuni è anche una promessa legata a un numero di telefono come lo è stato per Anila, una bambina salvata dal medico Pietro Bartolo a Lampedusa. La sua storia ha accompagnato tutto il percorso della presentazione a richiamare il fatto che esistono tanti desideri di importanza e misura diversa per cui lottare. Tanti desideri da portare a compimento.

“Vocazione è una parola che, all’interno di una storia, risuona solo per te” ha sottolineato il vescovo Francesco Beschi richiamando poi la storia di un padre e di un figlio (ispirata a “La strada” di Cormac McCarthy). Il papà mentre cammina accanto al giovane, si accorge di non riuscire più a proseguire e così decide di affidargli un ultimo compito: portare il fuoco. Il figlio ribatte dicendo di non esserne in grado, ma il padre gli dice che il fuoco è dentro di lui. “Cari animatori –conclude il vescovo- il fuoco è dentro di voi. Custoditelo e portatelo ai vostri ragazzi. Realizzate con loro una bella storia”.

La presentazione del Cre si conclude, ma negli occhi degli animatori si intravede già la voglia di mettersi in gioco e l’energia, la passione e l’impegno che metteranno a disposizione per i propri ragazzi. Una serata pensata per loro è arrivata dritta al punto con una storia semplice, ma profonda: proprio una bella storia!

Share.

1 commento

  1. Avatar
    don Gianni Gualini on

    Veramente ben riuscita la presentazione del Cre 2019.
    Il tema, “Che bella storia. Io sarò con te”, e la modalità di comunicazione mi sono sembrati azzeccati per una riflessione sul tema della vita come “vocazione”.
    La scelta di agganciarla al vissuto dei ragazzi, nella loro fase evolutiva, ha evidenziato da un lato i momenti delicati di passaggio nel cammino di crescita e dall’altro ha svelato le opportunità di un adeguato accompagnamento educativo.
    Bello anche lo stile narrativo e il senso “ironico” che facendo sorridere invitava alla riflessione.
    Complimenti anche agli animatori della diocesi per la loro performance recitativa e coreografica.
    Un ringraziamento infine a tutto il lavoro dell’Upee e delle persone che ci lavorano con passione insieme al loro coordinatore don Emanuele Poletti.
    Anche questa proposta è stata una “bella storia” di Chiesa che è stato bello vedere e raccontare.

Lascia un commento