L’estate? Bella Storia: presentato il Cre 2019 ai coordinatori e ai don

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Ormai ci siamo, non manca molto: l’estate sta arrivando e sarà davvero una bella storia! Ieri, davanti a un auditorium pieno, è stato presentato il Cre-grest che per la prossima estate animerà i nostri oratori e quelli di tutte le diocesi lombarde. “Bella storia” sarà il titolo dell’edizione 2019 che, come ha ricordato don Emanuele Poletti direttore dell’Upee, andrà a sviluppare l’argomento della vocazione. “È un percorso durato tre anni –spiega don Emanuele- Nel 2017 abbiamo affrontato il tema della creazione e l’anno scorso quello dell’azione. Quest’anno è arrivato il momento della vocazione che parla della relazione tra Dio e gli uomini. La vocazione è la nostra bella storia con Dio”.

A trasmettere il messaggio del tema è anche il logo semplice ma comunicativo. Al suo interno troviamo i tre colori primari che sono gli elementi fondamentali da cui partire per raccontare una storia colorata e bella. Il disegno, invece, racconta la crescita di un bambino che diventa adulto e scrive la propria storia nel mondo.

Un monologo su Pinocchio, protagonista della storia del Cre-grest, ha aperto la serata facendo calare i coordinatori nel tema della vocazione. Mattia Cabrini, attore professionista e operatore della diocesi di Cremona, ha messo in scena la vita del burattino. Pinocchio, ormai diventato bambino, ripercorre tutte le tappe del suo percorso ragionando su tematiche come nascita, affetti e morte. Il luogo in cui  si nasce e le esperienze che si vivono inevitabilmente determinano ciò che un essere umano può diventare. Durante il percorso della propria vita si cresce e si acquisiscono responsabilità. Spesso, però, ci si interrogare molto sulla fine, ma poco sull’inizio. Pinocchio, nel momento della sua morte, ricorda la sua nascita. Ancora prima che lui nascesse, suo padre lo sognava già.

La parte educativa è stata curata da Raffaele Mantegazza, docente di pedagogia generale dell’università degli studi di Milano Bicocca. “Non se ne può più di una pedagogia che tralascia l’umano – ha esordito il prof Mantegazza – Il centro di ogni attività educativa è il corpo”. Riallacciandosi al monologo di Cabrini, il professor Mantegazza ha ripercorso le tappe della crescita umana evidenziando che la nostra idea di vita si è ormai ridotta alla preparazione del periodo tra i 35 e i 54 anni. “Ogni essere umano viene cresciuto come se dovesse vivere solo in quell’arco di tempo quando in realtà si vive ad ogni età –continua il docente – Le fasce di età, poi, non sono da interpretare come muri invalicabili. Le caratteristiche delle varie età sono compresenti. Un giovane può sentirsi anche un po’ bambino e avvertire il bisogno di giocare”.

Il professore ha poi proseguito sottilineando i diversi bisogni dell’età evolutiva a cui un coordinatore deve prestare attenzione. “La vocazione dei bambini è quella di sporcarsi. Un bambino cresce sporcandosi perché deve fare conoscenza del mondo attorno a sé. Conoscenza significa nascere insieme a ciò che si conosce. La preadolescenza è il compimento dell’infanzia. In questa fase i ragazzi hanno bisogno di essere capiti nel loro silenzio. È importante rispettare la loro privacy e la loro intimità. Gli adolescenti, invece, hanno bisogno di trasgressione per mettere alla prova  le regole apprese. I giovani sono coloro che hanno trovato un proprio stile”.  Ogni età ha i suoi bisogni e per educare è necessario capire chi si ha di fronte.

Lo stesso concetto è stato ripreso dal vescovo Francesco dopo il toccante ricordo di Giulia Gabrieli. “Lo sguardo è il modo più intenso per potersi trovare. Ogni persona è una vocazione e voi, cari giovani, siete chiamati dai vostri ragazzi ad essere coordinatori. Il Cre sarà un momento di gioia, di gioco e di festa. Sarà una bella storia. Cosa significa chiamare ed essere chiamati in questa bella storia?”

Provocazioni, consigli, spunti e tante riflessioni: la presentazione del cre-grest 2019 ha messo in moto la macchina dei coodinatori a dovere. Appuntamento a fine aprile per scoprire di più sulla stesura di questa bella storia.

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