Bambini maltrattati: Cesvi, interventi concreti a Bergamo, Napoli, Roma, Rieti e Bari

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Azioni progettuali nelle città di Bergamo, Napoli, Roma/Rieti e Bari allo scopo di prevenire e contrastare il maltrattamento ai danni di bambini e adolescenti, intervenendo in modo particolare su aspetti legati alla trascuratezza fisica, emotiva ed educativa. Si articola così il programma di Cesvi in Italia, attivo da oltre due anni, illustrato nel secondo Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia “L’ombra della povertà”, presentato oggi a Roma. Elementi centrali dell’intervento sono: ascolto di bambini e ragazzi, supporto alle famiglie nell’esercizio della loro responsabilità educativa, promozione della genitorialità positiva, formazione dei professionisti e sensibilizzazione della comunità, creazione di una rete formale tra le associazioni partner impegnate nei diversi territori. Nel 2018 il programma ha coinvolto 422 tra bambini e ragazzi, 210 genitori e 95 professionisti tra cui assistenti sociali, educatori, psicologi e mediatori familiari. Aree di attività sono la creazione di spazi d’ascolto per bambini e adolescenti in condizione di vulnerabilità; l’attivazione di interventi specialistici per la cura del trauma finalizzati a ridurre i danni psicologici ed emotivi nei bambini e negli adolescenti che sono stati vittime di violenza e/o abusi; il supporto alla genitorialità insegnando modalità educative positive e non violente e trasmettendo strumenti per una corretta gestione della relazione genitore-figlio. E ancora: formazione di professionisti sul tema del maltrattamento e rafforzamento del ruolo protettivo della comunità. Inoltre a Bari, così come a Bergamo e a Napoli, Cesvi in collaborazione con l’Unità di ricerca sulla resilienza (RiRes) dell’Università Cattolica di Milano promuove la conoscenza di metodologie che favoriscono la costruzione della resilienza nei bambini vittime o a rischio di trascuratezza o altre forme di maltrattamento.

100 MILA BAMBINI VITTIME DI MALTRATTAMENTI E ABUSI IN ITALIA

In Italia sono quasi 100mila i bambini vittime di maltrattamenti e abusi; più della metà (52,5%) bambine. Quasi 460mila sono in carico ai servizi sociali per problemi di vario tipo. La maggior parte degli abusi e delle violenze avviene in famiglia, ma si tratta di un fenomeno sul quale è difficile avere dati certi. Lo rivela il Cesvi che ha presentato oggi a Roma, presso la Camera dei deputati, la seconda edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento all’infanzia in Italia. “La complessità di stimare quanti bambini/e siano effettivamente maltrattati in Italia, in tutte le forme con le quali si può definire il maltrattamento – dalla trascuratezza all’abuso – risiede spesso sia nella mancanza della volontà politica di approfondire il tema sia nella conseguente carenza di risorse necessarie per condurre un’indagine su scala nazionale”, si legge nel report. Essere esposti a violenza nell’ambiente familiare genera un drammatico circolo vizioso: chi ne è vittima durante l’infanzia, avverte il Cesvi, rischia di “perpetuare il ciclo della violenza, maltrattando a loro volta i figli e i partner”. Per l’amministratore delegato Daniele Barbone, “investire in prevenzione e contrasto al maltrattamento sui bambini/e deve costituire una scelta politica strutturale di medio-lungo termine, che tenga presente non solo i costi di questo investimento ma anche i ritorni, in termini di benefici e vantaggi sociali ed economici per tutti”. Per l’esperto è necessaria “una legge quadro nazionale” che “intervenga in modo sistematico sul fenomeno facilitando la costruzione di politiche intergenerazionali. A ciò si aggiunge l’importanza di disporre di un sistema informativo puntuale e specifico sul maltrattamento all’infanzia in grado di approfondire le tematiche legate alla genitorialità, ai gruppi familiari più a rischio e alle condizioni di salute dei genitori e dei bambini, per cogliere la multidimensionalità di un problema che riguarda diversi aspetti della vita quotidiana dei bambini”.

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