Cos’è la vocazione per gli animatori? La bella storia del Cre in quattro verbi

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Per scrivere una storia sono necessari diversi ingredienti. Metti una virgola lì, aggiungi un po’ di suspense qui, un problema da risolvere proprio sul più bello, eroismo quanto basta ed… ecco fatto! La storia è servita. Ovviamente non è così facile. Per scrivere una Bella Storia ci vogliono gli ingredienti giusti. Il coraggio di nascere, l’avventura della crescita, la voglia di desiderare e l’energia del compimento. Gli ingredienti che daranno sapore al Cre di quest’estate sono propri questi. Quattro verbi che ripercorrono i passi della vita di ciascun uomo. Una vita paragonabile a una missione che ogni uomo ha: scrivere la propria bella storia. Una storia ricca d’amore raccontata vivendo attraverso il tempo, le energie e i talenti che ciascuno mette in campo per vivere con passione.

Parlare di vocazione al Cre è una sfida e a scrivere la storia saranno i don con i loro coordinatori, animatori, ragazzi e bambini. In prima linea a trasmettere quanto di bello e affascinante ha da donare il tema, ci saranno gli adolescenti nelle vesti di animatori. I significati di nascere, crescere, desiderare e compiere si renderanno concreti grazie a loro.

“Con il verbo nascere –spiegano gli animatori dell’oratorio di Ponteranica – non si intende solo la nascita di un bambino. Si può rinascere in ogni momento della vita. Si rinasce con un ruolo nuovo, dopo un brutto periodo o quando si inizia una nuova avventura. Ciò che ci viene in mente pensando al Cre è che nascere significa anche iniziare una nuova esperienza con un nuovo gruppo di animatori”. Per altri animatori il verbo nascere assume altri significati ancora. “Si nasce scoprendo nuove cose di se stessi, è un continuo evolversi”.

Crescere è il verbo di cui tutti, in particolare gli adolescenti, possono sentirsi protagonisti. Non si smette mai di imparare come non si smette mai di crescere. “Crescere vuol dire continuare il proprio cammino e avere un progetto per la vita. Non si crescere solo fisicamente, ma soprattutto mentalmente. In ogni caso si tende sempre a volersi migliorare”.

Il desiderio gioca un ruolo altrettanto importante. Per alcuni animatori desiderare è “un aspetto fondamentale della vita, una linea guida senza la quale la vita non avrebbe senso”. È il verbo che dà benzina al motore della vita. È ciò che mantiene in movimento tutti gli esseri viventi. Tutti si mettono in cammino per un obiettivo che desiderano ardentemente. “Desiderare significa sperare fortemente in qualcosa – aggiungono altri animatori -. Vuol dire rincorre i propri sogni”.

L’ultimo verbo, compiere, si lega molto all’azione. Ad alcuni animatori richiama il Cre dell’anno scorso “All’opera”. “Compiere significa mettersi all’opera per raggiungere un obiettivo” raccontano gli animatori al termine della presentazione. Un po’ come Anila, la bambina salvata dal medico Pietro Bartolo a Lampedusa, aggrappata a un numero di telefono con il solo obiettivo di rivedere sua mamma. “Compiere è portare a termine un viaggio. All’arrivo, voltandoti, vedi tutte le fatiche che hai sofferto, tutti gli ostacoli che hai superato e ti senti soddisfatto perché ti sei realizzato”.

Un obiettivo per la propria vita da realizzare: è questo ciò che muove gli uomini e la vocazione gioca un ruolo fondamentale in tutto ciò. Indica la strada, fa chiarezza nella confusione e rende saldi quanto tutto sembra vacillare. È una certezza su cui fare affidamento, ma anche una scoperta continua. I propri sforzi, però, sarebbero vani se si tenesse tutto per sé, se non si collaborasse. “Nascere, crescere, desiderare e compiere sono azioni molte belle – racconta Davide Spinelli, animatore dell’oratorio di Verdello-, ma se le facciamo da soli non portano a nulla. Farle con e per qualcun altro ha tutto un altro significato”.
Sarà una bella storia, ma sarà ancora più affascinante perché scritta a più mani.

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