Gli esami degli alunni… e i miei

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Foto: ingresso de liceo scientifico Mascheroni, Bergamo

1 luglio. Una data significativa per me. Il 1 luglio 2003 concludevo il Liceo Scientifico Mascheroni di Bergamo con l’esame orale. Ricordo bene quei giorni. Erano giorni caldissimi, proprio come questi giorni.

L’estate caldissima del 2003. Ero alunno

Ricordo la gioia quando, in sede di prima prova, aperta la busta sigillata che le forze dell’ordine avevano consegnato a scuola, il professor Ricupito, uomo e docente straordinario oggi in Paradiso, urlò a gran voce: “Ragazzi… Pirandello!”. Boato indescrivibile: in letteratura, con questo docente, avevamo approfondito proprio Pirandello e, grazie a questo, il tema fu un successo.

Poi, la seconda prova: sei ore di  matematica, a 39 gradi, nei corridoi dell’ “ala vecchia”. Prova notroppo impegnativa, ma la fatica e il caldo mi fecero sbagliare un calcolo, nello studio di funzione, di un integrale. Scossi la testa accorgendomi che qualcosa non andava. Dietro di me c’era la professoressa Goglio, di matematica e fisica. Guardò il foglio, mise il dito sul calcolo sbagliato e mi disse, incoraggiandomi: “Alberto, stai tranquillo! È solo un errore di calcolo. Bevi un sorso d’acqua e vai avanti!”. E anche matematica andò benissimo.

Qualche giorno dopo, la terza prova, abolita con la riforma dell’esame di stato di quest’anno: ci capitarono 4 materie. La professoressa Bellini per filosofia chiese il pensiero di Thomas Kuhn, il professor Tosetti per storia dell’arte un commento all’opera di Picasso “Les demoiselles d’Avignon”, la professoressa Cervo per scienze chiese i vulcani e la professoressa Boffelli, per inglese, il pensiero e lo stile letterario di Virginia Woolf.

Infine, l’esame orale, dinanzi alla commissione, quell’anno costituita per intero dai docenti di classe. Esposi la mia tesina, novanta pagine precise intitolate “La religione tra etica e spiritualità”. Poi, una domanda su Manzoni alla luce della tesina, una sul campo elettrico e il campo magnetico per fisica e conclusione con una domanda di approfondimento rispetto alla terza provaconsistente nel mostrare la polemica intercorsa tra Kuhn e Popper in filosofia della scienza.

L’estate caldissima del 2019. Sono professore. E prete

Anno 2019. Sono agli esami di terza media, che ho concluso solo il 27 giugno, insegnando io nelle cinque terze medie di Grumello e Telgate. Lo faccio volentieri, la scuola è un mondo che mi piace e nel quale mi trovo bene. Religione non è materia di interrogazione, sebbene il docente per legge debba essere presente e gli alunni possano collegare la materia in sede di esame orale. E molti lo fanno, con grande gioia e soddisfazione del sottoscritto. Quando il macrotema è la guerra collegano la seconda guerra mondiale e, rivolgendosi a me, raccontano la storia di Massimiliano Kolbe, Edith Stein e le questioni inerenti Pio XII in rapporto all’olocausto.

Quando il macrotema sono i giovani parlano dell’ambiente digitale alla luce dei due paragrafi dell’Esortazione Apostolica Christus Vivit che abbiamo letto in classe ( e che per gli alunni assume il nome di “libro del papa”... beh è corretto no?), mentre, se si parla di ambiente ed energia, collegano i consigli dati da papa Francesco nell’Enciclica Laudato si’ su cui abbiamo riflettuto in una lezione.

E io lì cosa faccio? Aiuto, incoraggio, sostengo. Perché? Perché questo i miei insegnanti hanno sempre fatto con me. Non dimentico il dito della professoressa Goglio su quell’integrale, né i consigli del professor Ricupito. E ho nel cuore il bene che mi voleva la professoressa Bellini che mi ha fatto amare la filosofia. Io a scuola vado per voler bene, per valorizzare, per dare una mano, oltre che per insegnare dei contenuti. Si è preti anche così. Ed è bellissimo.

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