L’oratorio di Redona dedicato al ricordo di don Sergio Colombo

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Anche il ragazzo che leggeva ad alta voce la scritta sulla targa in memoria di monsignor Sergio Colombo era visibilmente commosso, come lo erano le tante persone presenti, che poi si sono sciolte in un caloroso applauso, alla cerimonia di dedicazione del grande salone dell’oratorio di Redona al parroco che ha guidato la comunità per 32 anni ininterrotti. Una cerimonia molto semplice, ma profondamente sentita, svoltasi domenica 6 ottobre, presente anche la sorella Enrica, in occasione del 6° anniversario della scomparsa. Accanto alla porta di ingresso del salone, destinato a incontri e iniziative, era già collocata la targa, con stampata una frase di don Sergio, scritta il 30 gennaio 2010: «“Quando penso all’oratorio penso soprattutto alla piazzetta e al cortile che sta sotto le mie finestre. Fa parte della mia casa e della mia vita. C’è l’umanità che cammina qui… Il loro vociare è una specie di canto dentro l’avventura umana di nuove generazioni”. A don Sergio Colombo, Redona, 10 ottobre 2019». Poi l’ingresso nel salone, dove è stata collocata una bellissima scultura lignea raffigurante Cristo Crocifisso, opera dell’artista Gregorio Cividini, di Martinengo. «Questa scultura — ha detto il parroco don Gianangelo Ravizza — raccoglie tutte le pieghe della vita di don Sergio e delle sue attenzioni verso l’oratorio. Le braccia aperte del Crocifisso esprimono forza, vita donata e apertura alla speranza». Poi il significato della targa. «È bello e doveroso ricordarlo anche con questo segno — ha aggiunto don Ravizza — per fare memoria di quanto lui ha operato per questa comunità. Le parole intense che vi sono scritte hanno risvegliato in tutti noi il suo modo di agire e di essere. Anche noi, come lui, vediamo l’oratorio come uno spazio aperto, una casa per tutti, giovani e adulti, un luogo dove si intrecciano storie e si cresce insieme». Parole accolte con un rinnovato applauso.
Nato a Calcinate il 20 ottobre 1942, laureato in Filosofia e licenziato in Teologia, dopo l’ordinazione sacerdotale (19 marzo 1966), monsignor Colombo fu docente di Teologia morale e pastorale in Seminario (1966-2002). Nel 1981 divenne parroco di Redona, ereditando una parrocchia lacerata e smarrita, che guidò fino alla morte, il 10 ottobre 2013, per grave malattia, quando stava per compiere 71 anni. Fece il suo ingresso in punta di piedi una domenica di settembre, scegliendo la giornata parrocchiale dell’ammalato, presentandosi umilmente e non nascondendo i problemi. In pochi anni trasformò la parrocchia. In ogni iniziativa pastorale fece emergere un’ansia pastorale, sintesi della sua vita: il possibile e necessario dialogo fra Chiesa e modernità. Il suo ministero fu fortemente caratterizzato dall’amore totale alla Chiesa e dalla cura riservata a omelie, liturgia, incontro con le persone, aggiornamento teologico-pastorale e arte, vista come mezzo di catechesi e linguaggio per parlare all’uomo. Lo zelo per la casa del Signore si manifestò anche con i restauri all’imponente chiesa parrocchiale.

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