Oratorio Bariano: equipe educativa tra cambiamento e tradizione

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Il ruolo delle equipe educative in oratorio è delicato. Questo gruppo si pone tra la necessità di cambiare e la volontà di rimanere fedeli alle proprie radici. Una posizione non semplice a cui si aggiungono le questioni quotidiane di un oratorio e la legittimazione del ruolo dell’equipe educativa in comunità. All’oratorio di Bariano la sfida da affrontare è ampia e i volontari hanno scelto di fare un passo alla volta in un cammino che richiede pazienza e tempo.

La nascita dell’equipe educativa

Dopo alcuni anni senza curato, nel 2017 nasce l’equipe educativa dell’oratorio di Bariano. La volontà del parroco è quella di avere un gruppo che, con lui,  si occupi dell’oratorio: “un gruppo di persone responsabili che si potesse prendere a cuore l’oratorio – racconta Francesca Pandini, un membro dell’equipe educativa. L’impressione è che dal settembre del 2017 non abbiamo fatto grandi passi perché il tema oratorio è immenso. Siamo partiti da ciò che era più urgente e questa emergenza l’abbiamo individuata nell’estate, o meglio nel Cre”.

In realtà, le sfide che un’equipe educativa è chiamata ad affrontare sono diverse, provenienti dall’oratorio o anche dal gruppo stesso. Conciliare tutti pensieri è una sfida nella sfida. “Non è sempre facile mettere insieme idee differenti” – prosegue Francesca.  “Anche se tutti noi teniamo all’oratorio e ai ragazzi, ciascuno ha una sua formazione, un suo modo di vivere e vedere le cose. Alla fine, però, riusciamo sempre a convergere attorno ad un’idea comune. Crescere come equipe richiede grandi sforzi. Bisogna saper aprire i propri orizzonti e condividere con gli altri le proprie idee e le proprie visioni. Non si può pensare di avere la scienza infusa e di essere al di sopra di chi cammina con te. Il punto di arrivo è unico, ma le strade percorse sono diverse”.

Il cammino dell’oratorio di Bariano

Il cammino è dunque complesso e articolato. Non c’è una soluzione immediata ad ogni questione e spesso la riflessione richiede tempo. Il rischio da evitare è quello di diventare un gruppo che si ritrova per abitudine. Un pericolo che, all’oratorio di Bariano, non vogliono assolutamente correre. “L’equipe è il gruppo dove nessuno deve stare per dovere, è un gruppo chiamato ad essere l’occhio adulto e critico che guarda l’oratorio. È un gruppo di incontro e molto spesso di scontro, uno scontro che deve essere generativo e non distruttivo”. L’equipe educativa è anche questo: scontri che generano nuove riflessioni. Un fattore prezioso che fa anche da collante e ponte tra le tante diversità.

Non si cammina mai da soli

“L’essere coscienti che non ci stiamo muovendo da soli mi piace molto -dice Francesca-. Sapere che vicino a noi ci sono altre equipe che cercano di costruire nuovi orizzonti e hanno le stesse nostre fatiche ci dà forza”. Da cinque anni, in Diocesi, tante equipe educative si sono messe in cammino con la stessa meta. Tutte con l’obiettivo di prendersi cura dell’oratorio e con in comune gioie e difficoltà. Tra le più grandi fatiche c’è il riconoscimento da parte della comunità. Questo richiede un legame che da consolidare negli anni e su cui tante equipe stanno ancora lavorando come quella dell’oratorio di Bariano. A rallentare questo gruppo spesso c’è la difficoltà di costruire un’identità chiara e definita. Un passo mai scontato, soprattutto agli inizi.

Nonostante le fatiche e le sfide, l’equipe educativa di Bariano continua a lavorare fiduciosa, basandosi su alcuni punti saldi: “Il punto primo per scegliere è il bene per i nostri ragazzi – conclude Francesca -,  consapevoli e pronti al fatto che ciò che ne uscirà potrebbe essere anche una scelta controcorrente”. Spesso, però, sono proprio le scelte controcorrente a far crescere l’oratorio e chi lo abita, rispondendo alle reali esigenze della realtà.

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