Sanremo 2020: tante belle canzoni, il più seguito dai giovani

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Manca poco alla serata conclusiva della settantesima edizione del Festival della canzone italiana, il Festival più seguito e criticato della televisione, iniziato lo scorso 4 febbraio dal palco del Teatro Ariston di Sanremo. Questa sera sapremo il nome della canzone vincitrice, e del cantante che l’ha interpretata, della kermesse canora presentata da Amadeus, direttore artistico del Festival, con la partecipazione di diverse co-conduttrici nelle cinque serate. Per quasi una settimana un Paese, il nostro, focalizza la sua attenzione su dei cantanti e sulle loro canzoni. Ecco perché, a distanza di settant’anni, il Festival, continua a restare un evento che attira molta attenzione, diventando un fenomeno di costume.
Il festival ha debuttato martedì sera con il 52,2% di share e oltre 10 milioni di spettatori. Un risultato percentuale che ha migliorato quello dello scorso anno, quando la prima serata del Baglioni bis aveva fatto segnare una media del 49,5%. Gli ascolti di mercoledì sera sono stati 9 milioni 962mila, pari al 53.3%. Un anno fa, la seconda serata del festival aveva raccolto una media di 9 milioni 144mila spettatori, 47.3%. Sono stati 9 milioni 836mila pari al 54,5 per cento di share i telespettatori della terza serata di Sanremo dedicata alla cover dei grandi successi della storia del festival che ha ospitato l’inno all’amore di Roberto Benigni. La quarta serata che ha visto la vittoria di Leo Gassmann, figlio di Alessandro e nipote del grande Vittorio, tra le Nuove Proposte con il brano “Vai bene così”, la squalifica di Bugo e Morgan per aver abbandonato il palco durante l’esibizione canora e il bacio in diretta tv tra Fiorello e Tiziano Ferro che ha ricomposto le polemiche tra loro, ha avuto ascolti sempre boom: oltre 9 milioni e mezzo di spettatori e il 53,3% di share.

Abbiamo intervistato la critica televisiva de “La Stampa” Alessandra Comazzi, da anni acuta osservatrice della kermesse canora. Per quanto riguarda gli ascolti è davvero un Sanremo da record questa 70^ edizione?
«Sì. E qui non si tratta di pareri, ma lo dicono i dati. Festival seguitissimo come percentuale di ascolto, anche se le cifre assolute sono naturalmente diminuite: qui con 9 milioni di spettatori hanno fatto il 54 per cento di share. Baudo con 9 milioni di spettatori sarebbe sceso sotto il 50. Indicativi i dati sui target d’età: record dal 1997 sul target 15-24 anni con il 61.7% di share, sulle ragazze 15-24 anni con il 65.6% e sui ragazzi 15-24 anni con il 56.8. Hanno seguito il Festival più laureati e meno diplomati alle medie».
Un bilancio del Festival 2020?
«Nel complesso un Sanremo sorprendentemente positivo. Amadeus, che è un radiofonico, ha finalmente scelto canzoni belle, erano anni che non mi capitava di sentirne tante tutte insieme. Nostalgia? Anche, ma non solo. Apertura al rap, al trap, grande apertura musicale. Tanto che è stato il Festival più seguito dai giovani».
La presenza di uno straordinario showman come Fiorello ha messo in ombra Amadeus?
«Fiorello non prevarica, asseconda. Amadeus non è assolutamente messo in ombra, anzi».
I difetti della kermesse canora?
«La lunghezza prima di tutto, è maleducata. La “baracconata” assurta a stilema. La pubblicità continua, e dunque la mercificazione assoluta».
Romina Power, ospite con Al Bano a Sanremo dove hanno presentato il loro nuovo singolo “Raccogli l’attimo”, in una recente intervista ha dichiarato che il Festival “rappresenta parte della cultura italiana e la testimonianza di quanto sia importante la musica nella tessitura del Paese”. Concorda?
«È un fenomeno tutto italiano, ma fenomeno lo è davvero, squisitamente pop. Credo sia riuscito bene, quest’anno, perché Amadeus e Fiorello hanno particolarmente assecondato questa tendenza».
Quale delle tante conduttrici, finora viste, che hanno affiancato Amadeus si è rivelata più spigliata e a suo agio?
«Sono stata fiera delle nostre colleghe: Emma D’Aquino e Laura Chimenti. Brave a parlare e a presentare».
“Polemiche? Non mi hanno ferito”. Che cosa ne pensa delle polemiche che si sono scatenate sul conduttore, sugli ospiti, sui cantanti, sulla lista degli invitati al Festival di Sanremo, addirittura settimane prima che lo spettacolo iniziasse?
«Sanremo è sempre polemica, è un sistema fatto così, da “Grazie dei fiori” ai giorni nostri».
Giovedì è stata la serata dedicata alle cover che hanno fatto la storia di Sanremo. Qual è stata la canzone che più l’ha emozionata?
«Tosca che canta “Piazza grande” di Lucio Dalla con Silvia Perez Cruz. E anche il medley dedicato alla storia del Festival dei Pinguini Tattici Nucleari, la band indie».
Che cosa ne pensa del monologo di Roberto Benigni che ha recitato “Il cantico dei cantici” , brano della Bibbia che il regista e attore Premio Oscar ha voluto portare al Festival?
«È stato commovente, emozionante, quando l’ha letto. Un po’ troppo lunga l’introduzione? Aveva paura che non capissimo, che lo censurassero? Certo voleva spiegarsi bene».

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