Valtesse ricorda il sorriso di Mauro: un segno di speranza

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Riceviamo e pubblichiamo volentieri il testo scritto da un gruppo di ragazzi di Valtesse per raccontare il primo “Mau-Morial Day”, un’iniziativa che si è svolta nei giorni scorsi, e che vedete anche nelle immagini, dedicata al ricordo di Mauro Nespoli, giovane di Valtesse prematuramente scomparso quasi un anno fa dopo una lunga battaglia contro un male incurabile. Parte dal ricordo di un sorriso come segno di speranza.

Sorridere. Anche quando la vita ti mette di fronte a prove durissime. Imparare ad accettare ciò che sembra inaccettabile. Soprattutto quando non hai ancora compiuto vent’anni. Una malattia terribile. Una lunga battaglia. Sempre col sorriso. Anche quando la paura di non farcela prende il sopravvento su tutto il resto. Un sorriso come segno d’amore verso chi ti è vicino. Un sorriso per proteggere mamma, papà, fratello e i numerosissimi amici.

Da questo sorriso nasce il Mau-Morial Day: una giornata organizzata in ricordo di Mauro Nespoli, il ragazzo di Valtesse prematuramente scomparso quasi un anno fa dopo una lunga battaglia contro un male incurabile. Una giornata all’insegna dell’amicizia, dello sport e della fede. I tre capisaldi della vita di Mauro.

L’amicizia, forte, solida, mai negata a nessuno, è stata ricordata con una camminata per le vie di Valtesse e Bergamo Alta. Una passeggiata che ha visto la partecipazione di più di 200 fra famigliari e amici che, con un palloncino in mano, hanno illuminato con colpi di colore giallo e verde alcuni dei luoghi tanto cari a Mauro. Momento clou è stato il ritrovo nel parco Sant’Agostino. Stretti attorno al perimetro del campo di basket, simbolo dello sport amato e praticato da Mauro, amici e parenti hanno lanciato verso il cielo i palloncini, regalando alle nuvole quei colori che l’amicizia e l’amore di Mauro hanno lasciato nelle vite di ognuno.

L’amore e la passione di Mauro per lo sport sono state ricordate con un torneo di beach volley, al quale hanno preso parte 13 squadre per un totale di circa 70 fra amici, parenti, ex professori o semplici conoscenti. Un momento di divertimento, in cui a farla da padrone è stato il volerci essere per Mauro. Con il sorriso sulle labbra, anche chi non ha pratica della pallavolo ha potuto portare sulla sabbia del campo il proprio personalissimo ricordo di Mauro.

Infine la fede. Una funzione commemorativa che ha visto i banchi della chiesa di Sant’Antonio riempirsi di giovani e meno giovani. Un momento per ricordare quella fede salda e confortevole che ha aiutato Mauro insieme alla sua famiglia ad affrontare con coraggio la lunga battaglia contro la malattia. Quella fede che ha permesso a Mauro di considerare la sua vita come un ovetto Kinder: piena di sorprese. Quella stessa fede che non l’ha abbandonato nemmeno quando ha capito che probabilmente la malattia avrebbe avuto la meglio. E che gli ha fatto affrontare la notte con un sorriso. Perché, dopotutto, è di notte che si vedono le stelle…

Una giornata intensa e partecipata. Ricca di sorrisi. Perché il sorriso è il regalo più grande che Mauro ha lasciato alla sua famiglia e a tutti i suoi amici. Perché il sorriso è un seme di speranza che Mauro ha voluto lasciare a tutti coloro che ne hanno incrociato il cammino. Perché il sorriso è il modo migliore per farsi ricordare.

 

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