Luca Tom Bilotta: un giovane scrittore alla conquista dell’America

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La storia di Luca Tom Bilotta è da film: un giovane (31 anni) giornalista e scrittore bergamasco che insegue il suo sogno, cerca fortuna in America, e la trova. In Italia il suo romanzo «The Orange Hand» è pubblicato da una piccola casa editrice, David and Matthaus, molto attenta agli esordienti. Se volete incontrarlo, oggi alle 18,30 è alla libreria Feltrinelli, presentato dalla giornalista Barbara Magnani.
In America, però, grazie alla sua intraprendenza, Luca Tom Bilotta sta per diventare (glielo auguriamo) davvero famoso: il suo romanzo, infatti, diventerà una fiction televisiva prodotta dalla Paramount e distribuita in Canada e negli Stati Uniti. E tra le persone che hanno notato il suo lavoro c’è Albert Zuckerman, fondatore della Writers House, la stessa agenzia che fra i suoi autori conta Ken Follet. Così Bilotta si è conquistato un contratto per il suo prossimo romanzo, che, come anticipa lui «parlerà di un compositore e musicista jazz degli anni Trenta. Sarà un thriller innovativo, con tanto di colonna sonora». L’idea è di dare vita a un nuovo genere di libro «multimediale» adatto a coinvolgere anche un pubblico di giovani. Nei giorni scorsi anche la Spitzer Literary Agency di Michael Connelly si è dimostrata interessata alle capacità narrative di Luca Tom Bilotta, obbligando l’autore ad una scelta impegnativa.
L’autore bergamasco dopo il liceo classico ha lavorato per una decina d’anni come giornalista. Ha studiato giurisprudenza e la laurea resta tra i suoi prossimi traguardi. Ha avuto anche qualche esperienza da «ghost writer» di biografie. Il suo stile è asciutto, da cronista, anche quando si dedica alla fiction, e procede per immagini, privilegiando l’azione e il dialogo. Forse proprio per questo insieme al premio “I nuovi autori” ricevuto nel 2013 allo scrittore è arrivato il consiglio di provare a vendere i diritti cinematografici in America, dove, in parte, è ambientata la vicenda.
Il protagonista, Joe Brigati, è un giornalista italo-canadese che vive a Milano ed è rimasto da poco disoccupato. Ottiene l’incarico per scrivere una biografia e le sue ricerche lo coinvolgono in un intrigo internazionale e in una serie di omicidi. Alla base del mistero c’è l’Agente Arancio, una sostanza altamente tossica che – spiega il romanzo – l’esercito americano usava nella guerra in Vietnam.
«Questo libro è figlio delle mie passioni: scrittura, storia contemporanea e aspetti della mia personalità. Sono sempre stato un “complottista”, vedo intrighi e sotterfugi ovunque. Da qui l’idea di scrivere un libro che narrasse il mondo sotterraneo insito nel mercato farmaceutico internazionale, aspetto sconosciuto ai più. Società multinazionali che fanno cartello sul mercato sono all’ordine del giorno e spesso bacchettate dall’Antitrust. Per rendere più ac-cattivante il plot ho aggiunto un po’ di sangue e di storia: con flashback legati all’Argentina pre-golpista e soprattutto alla guerra in Vietnam».
Ora, visto il successo ottenuto, Bilotta sta lavorando al sequel del primo romanzo, anche come base per una seconda e terza stagione della serie televisiva. Le riprese della fiction inizieranno il prossimo anno e andrà in onda, inizialmente in Canada, nel 2016. Intanto lo scrittore sta portando in tour il suo romanzo nelle librerie italiane: tagliato il traguardo delle 2500 copie vendute (un bel risultato per una piccola casa editrice come la sua) presto ci sarà per lui la prima ristampa.

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