Albino: la catechesi è una questione di famiglia. Genitori e ragazzi in un cammino comune

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Don Gianluigi Belometti, curato dell’oratorio di Albino, ha accettato di parlarci del percorso di catechesi esperienziale delle famiglie, in cui genitori e ragazzi vengono coinvolti in un cammino comune. E non appena cerco di capire in dettaglio l’origine e i contenuti di questa iniziativa, che ha presenta caratteristiche decisamente innovative, percepisco dalla parole di don Gianluigi l’entusiasmo e la passione che dedica alla propria attività pastorale in questo particolare ambito, che punta anche sullo scambio e sulla partecipazione attiva dei laici, in una comunità popolosa come quella del paese alle porte della Val Seriana. “Questa esperienza è nata circa 15 anni fa, come ci spiega lo stesso don Gianluigi: io sono arrivato nel 2008 e da allora è stata rivista e migliorata, ma il filo conduttore è rimasto lo stesso, ossia la condivisione da parte dei genitori del percorso di catechesi fatto dai loro ragazzi- ha spiegato don Gianluigi Belometti- il percorso che coinvolge i genitori viene gestito attraverso la suddivisione in tre gruppi, che vanno in parallelo con l’esperienza di catechesi vissuta dai loro figli (quindicinale per le elementari, settimanale per le medie): il primo comprende i genitori dei bambini di prima, seconda e terza elementare (iniziazione cristiana, che seguo personalmente), il secondo è rivolto ai genitori dei bambini di quarta e quinta elementare (gruppo seguito da un frate, in cui si parla del tema della libertà, dell’etica e della morale) e infine il gruppo rivolto ai genitori dei ragazzi e delle ragazze di prima e seconda media, in preparazione della Cresima (seguito dal parroco, vengono affrontati i temi relativi alla Chiesa, agli Atti degli Apostoli e della Pentecoste). Il ciclo di incontri per la catechesi dei genitori si articola in sei incontri: ci si ritrova in oratorio la domenica mattina e al termine dell’incontro genitori e ragazzi, dopo aver seguito le lezioni nei rispettivi gruppi, si ritrovano in parrocchia per partecipare insieme alla Santa Messa. Per quanto riguarda la partecipazione, su classi mediamente composte da 50-60 elementi, riusciamo a raggiungere un quarto dei genitori”. Gli incontri vengono dunque preparati attentamente, in modo che i genitori possano sentirsi a loro volta protagonisti del cammino intrapreso dai loro figli. E per centrare questo obiettivo è fondamentale l’apporto del cosiddetto gruppo dei “facilitatori”, di cui fanno parte anche i sacerdoti e frati che coordinano i genitori che hanno deciso di assumere questo impegno. “In tutto siamo una quindicina e ognuno ha il compito di preparare e gestire gli incontri di ogni gruppo, in modo che non sia la solita lezione frontale ma ci sia uno scambio, che verte sulla lettura di un passo del Vangelo- ha aggiunto lo stesso don Belometti- uno di questi gruppi, inoltre, che ha già fatto il percorso per i ragazzi di terza media, ha cambiato modalità: anziché incontrarsi la domenica mattina, hanno deciso di farlo un sabato sera al mese in oratorio, nell’ambito dell’incontro dal titolo “Invito a cena”. In quest’occasione genitori e ragazzi hanno dunque avuto la possibilità di affrontare il tema dell’integrazione e dell’accoglienza con la Caritas Diocesana, successivamente ad  un momento di preghiera. Al termine dell’incontro c’è dunque stato un momento di cena condivisa, in cui tutti portavano qualcosa da mangiare: è stata un’iniziativa partita da loro, ma che ha già riscontrato un buon successo, con il coinvolgimento di 40-45 persone. Si tratta dunque di un’esperienza molto bella, che abbraccia il discorso di un gruppo familiare aperto: tutti infatti possono partecipare, è un incontro che per definizione si rivolge a tutte le famiglie”. Il percorso di catechesi condiviso da genitori e ragazzi fa dunque parte di un progetto più articolato, che punta al coinvolgimento diretto delle famiglie in tutti gli aspetti inerenti alla vita parrocchiale e dell’oratorio: “In generale il percorso di catechesi che vede il coinvolgimento diretto degli adulti è nato dall’esigenza di far passare il messaggio che la catechesi riguarda la famiglia nel complesso, non solo i bambini e i ragazzi, che sono sì i protagonisti principali, ma non gli unici: la catechesi è infatti un percorso che deve necessariamente partire da una scelta abbracciata da tutta la famiglia, altrimenti rischia di diventare la solita delega. Credo fermamente che questa sia la strada del futuro: non è più possibile un discorso pastorale senza il coinvolgimento diretto e attivo delle famiglie e questo discorso comprende anche la gestione dell’oratorio, la promozione delle iniziative, la partecipazione alla vita della comunità. Non a caso, infatti, l’anno scorso, a marzo, abbiamo presentato il nuovo progetto educativo dell’oratorio proprio nell’ambito degli incontri della catechesi delle famiglie. Il messaggio che abbiamo voluto lanciare è infatti molto semplice, ma impegnativo: “L’oratorio è anche tuo, è casa tua. E quindi preditene cura”.

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