Simone Weil, una donna di oggi. La volontà, la giustizia, il diritto: intorno al racconto teatrale di César Brie

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La rassegna Altri Percorsi del Teatro Donizetti ospita quest’anno per la prima volta l’attore e regista argentino César Brie, dedicandogli una personale. La trilogia chiuderà la stagione al Teatro Sociale con: La volontà. Frammenti per Simone Weil (19 febbraio), Ero (23 marzo) e La mite (15 aprile). Mentre il secondo spettacolo è dedicato alla propria autobiografia e il terzo a un fatto di cronaca, un suicidio di una giovane, apre il sipario della trilogia la pièce vincitrice del bando “I teatri del sacro” 2014/2015, che mette a nudo l’eccentrica e sfaccettata figura di Simone Weil, accudita da un infermiere nell’ipotetico ospedale in cui morì.
César Brie:«Fu operaia, sindacalista, insegnante, scrittrice, storica, poetessa, drammaturga, combattente, filosofa, contadina. Morì di stenti, in esilio. Si occupava degli uomini e dimenticava se stessa». Studiata molto dallo stesso, selezionata dalle Acli quest’anno per un appuntamento all’interno di Molte Fedi sotto lo stesso cielo, l’attualità di pensiero della Weil sarà anche il cuore di una serie di incontri di approfondimento voluti dal direttore artistico di Altri Percorsi Maria Grazia Panigada, in collaborazione con le Cattedre di Pedagogia Sociale e Pedagogia dei Diritti Umani dell’Università degli Studi di Bergamo e con la Fondazione Serughetti Centro studi e Documentazione La Porta. Partito giovedì scorso, il percorso sboccerà in questa intensissima settimana, corroborando l’attesa piéce con conferenze a ingresso libero e collaterali iniziative con le scuole superiori.
«Weil ci permette di riscoprire quanto le categorie fondative della giustizia e del diritto pubblico siano compromesse con l’idea di forza e di potere» suggerisce Filippo Pizzolato, costituzionalista e docente di Istituzioni di Diritto Pubblico all’Università degli Studi Milano Bicocca, «Soprattutto i diritti umani sono stati pregiudicati da ciò». Questo giovedì alle 17,30 Pizzolato terrà la conferenza «Attualità del pensiero di Simone Weil su diritto e giustizia» alla Fondazione Serughetti La Porta.
«Possiamo ripensare il diritto nell’ottica di un rapporto diverso con l’obbligo-dovere. Per Simone Weil è la centralità del debole che conta: ‘la nozione di obbligo sovrasta quella di diritto’, esso risulta efficace solo attraverso l’obbligo cui esso corrisponde, e il suo adempimento proviene dagli altri uomini che lo riconoscono e che si riconoscono nei suoi confronti obbligati a qualcosa».
I successivi e ultimi incontri saranno il 20 febbraio all’Università di Bergamo alle 10,30 con Ivo Lizzola e Fulvio Manara, che discuteranno con César Brie «Il tema della forza» e il prossimo giovedì 25 febbraio (alle ore 10,30 in Università e alle 17,30 alla Fondazione Serughetti La Porta) con Laura Boella, ordinario di Filosofia Morale della Statale di Milano, che esplorerà l’attualità delle «Antigoni contemporanee». Attraverso la filosofa francese Simone Weil, il progetto scruta nel profondo i temi della contemporaneità accanto a un ventaglio di personalità internazionali di rilievo del secolo scorso, da Aung San Suu Kyi a Freud, in primo piano nel programma Altri Percorsi, e sembra rafforzare il sodalizio tra Maria Grazia Panigada e l’assessore alla cultura Nadia Ghisalberti, entrambe sensibili all’attualità: «È un progetto che testimonia ancora una volta il profondo radicamento del Teatro nel territorio, il suo ruolo civico e di relazione con le diverse istituzioni culturali della città».
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