Nizza, le ricerche dei dispersi nell’attentato corrono sui Social network: #recherchenice

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Le ricerche dei dispersi nell’attentato a Nizza corrono sui Social network. Parenti e amici hanno postato foto e appelli, con l’hashtag #recherchenice. E c’è stata anche qualche buona notizia, come quella di una madre che aveva perso nel mare della folla in preda al panico il passeggino con il bimbo di otto mesi, ma è riuscita a ritrovarlo sano e salvo. Facebook ha attivato il servizio del safe check per far sapere che si è al sicuro da una situazione di pericolo. Nei giorni dell’attentato di Parigi l’avevano utilizzato cinque milioni di persone.

Sos Nice, molti siti di informazione e Social network si sono trovati compatti nell’intento di bloccare la circolazione delle immagini più cruente dell’attentato per rispetto alle famiglie e in linea con le indicazioni della polizia.

In Francia intanto sono stati proclamati tre giorni di lutto nazionale. Mentre non c’è ancora una rivendicazione ufficiale dell’attentato, non c’è dubbio che jihadisti, fanatici e integralisti musulmani stiano “celebrando” in rete le 84 vittime della strage di Nizza. “Investiteli con l’auto”, fu uno degli appelli ai lupi solitari in Europa e nel resto del Pianeta del portavoce dell’Isis Adnani. “Colpite tra la gente”, è questa la strategia del terrore del Califfato contro l’Europa. Adesso tutto il mondo sta guardando alla Francia, questa volta colpita, non a caso, nel suo cuore sacro rappresentato dal 14 luglio, anniversario della libertà, proprio da chi odia questa parola, che associata a uguaglianza e fraternità, ricorda il motto della Rivoluzione francese.

“Il Paese è forte e lo sarà sempre di più” con queste parole il Presidente francese Hollande ha cercato di rincuorare il popolo francese. “Non possiamo escludere il coinvolgimento di italiani a Nizza data l’entità dell’attacco”, ha detto il capo dell’Unità di Crisi della Farnesina Claudio Taffuri, ricordando che nella “città italienne” vivono 30mila connazionali, oltre a quelli che vi trascorrono le vacanze.

Sono quattro, per il momento, gli italiani di cui non si hanno notizie. “Quella del Lungomare era una scena di guerra”, ha dichiarato Serena Lippi, console generale di Italia a Nizza, quindi si teme che il bilancio dei connazionali possa essere grave.

Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha rilasciato questa breve dichiarazione alla Radio Vaticana: “Abbiamo seguito, questa notte, con grandissima preoccupazione, le terribili notizie che venivano da Nizza. Manifestiamo, quindi, da parte di Papa Francesco e nostra, tutta la partecipazione e solidarietà alle sofferenze delle vittime e dell’intero popolo francese, in quello che doveva essere un grande giorno di festa. Condanniamo nella maniera più assoluta ogni manifestazione di follia omicida, di odio, di terrorismo, di attacco contro la pace”.

 

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