Beatles, Pink Floyd e i dipinti di Paolo Baratella in mostra per raccontare il Sessantotto al Macs di Romano

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Un viaggio espositivo tra storia, arte e musica per riscoprire il Sessantotto: tutto questo si ritrova nella mostra in corso al Macs di Romano di Lombardia.

Il ’68 è stato un anno rivoluzionario in Europa e negli Stati Uniti, segnato dalle contestazioni studentesche agli Champs-Elysées, dalle proteste contro la guerra in Vietnam, dagli scontri con la polizia a Chicago e soprattutto dalla diffusione del movimento hippie, associato a valori di pace e libertà, con un notevole impatto culturale che ha influenzato la musica popolare, la televisione, il cinema, la letteratura e l’arte.

La mostra «L’Urlo del ’68. Tra Storia, Arte e Musica» promossa da Fondazione Credito Bergamasco si focalizzerà principalmente sulla musica e sull’arte figurativa.
L’esposizione sarà composta da venticinque pannelli redatti dal giornalista, critico musicale e conduttore radiofonico Riccardo Bertoncelli che ripercorreranno la storia della musica di quell’anno raccontando l’esordio dei Beatles, The Rolling Stones, Jimi Hendrix, Bob Dylan, Pink Floyd, Frank Zappa, James Brown, del genere soul, R&B, British Blues e di gruppi e cantanti italiani quali Dik Dik, Equipe 84, Francesco Guccini, Lucio Battisti e Fabrizio De André e  dai dipinti realizzati dal pittore bolognese Paolo Baratella che richiameranno le contraddizioni del ’68.

Paolo Baratella nasce a Bologna nel 1935 da genitori ferraresi. A soli cinque anni si trasferisce con la famiglia a Ferrara e poi nel 1959 si stabilisce a Milano. In questa città, Paolo si confronta con il fervente ambiente artistico dell’epoca e conosce Piero Manzoni, Mario Nigro, Lucio Fontana ed Emilio Tadini. Successivamente, nel 1964 lavora in Germania e in Francia dove entra in contatto con altri artisti quali Vostell, Beuys, Kienholz, Grutzche e Arrojo. Poi, nei primi anni Settanta partecipa alla Biennale di Venezia e nel 1975 gli viene assegnata la Borsa DAAD del Senato di Berlino.  Negli anni Novanta insegna all’Accademia di Belle Arti di Brera e nel 1999 partecipa alla XIII Quadriennale d’Arte di Roma. Nel 2006 affresca la volta della nuova Sacrestia della Cattedrale di Ferrara con La storia della salvezza, la raffigurazione dei quattro momenti principali della vita di Gesù: Annunciazione, Nascita, Morte e Resurrezione. Cinque anni dopo, partecipa per la seconda volta alla Biennale di Venezia e nel 2017 è tra i protagonisti della mostra milanese Arte Ribelle. Attualmente, Paolo Baratella vive e lavora a Lucca.

L’inaugurazione de «L’Urlo del ’68» si terrà sabato 16 giugno alle 18 nella Sala Alberti del Macs in Piazza Fiume; per l’occasione Giovanni Colombo al pianoforte e Simone Salvi eseguiranno brani caratterizzanti del ’68.
La mostra rimarrà aperta fino al 29 luglio, ad entrata libera, il sabato e i festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

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