Martina Picardi: “Dopo la morte di mia madre, mi sono ritrovata di colpo adulta. Ma ho recuperato la speranza e il sorriso”

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«Abbracciate le persone che amate, abbracciatele strette. Ridete con le persone che amate, rideteci forte. Sarà il vostro modo
silenzioso di dire che gli volete bene, perché le parole non sempre bastano e il tempo non è mai abbastanza». Dietro il sorriso solare di Martina Picardi, 17 anni, una star di Tik Tok (nuovo nome della piattaforma Musically), di Instagram e Youtube, c’è la storia di una ragazza che ha sofferto molto: la sua mamma è morta quando lei aveva solo dieci anni. Se l’è portata via in cinque settimane un cancro al seno particolarmente aggressivo. Nel suo libro “Donna fin da bambina” (Rizzoli) racconta in modo coinvolgente come ha dovuto diventare precocemente adulta. Ne parlerà domenica 14 aprile alla libreria Ubik di Treviglio (via Galliari 3/A, ore 15,30).

Martina è rimasta con il  papà – che deve lavorare – e con il fratellino Lorenzo, a cui deve fare da mamma. Come si sente una ragazzina costretta a crescere così dolorosamente e precocemente? E come può trovare la forza? In un racconto sincero e  accorato, Martina ripercorre la sua storia vera, una storia dura di coraggio e lacrime. Ma anche una storia sorridente di musica e voglia di farcela che può ispirare tanti ragazzi davanti alle difficoltà della vita. Parla anche di come i social l’abbiano aiutata a crescere: “Sorrido e ascolto, cerco di dare agli altri la forza che io ho dovuto trovare da sola dentro di me quando ero una bambina”.  Ha sempre avuto accanto tanti amici “quelli che vi conoscono davvero. Non per nome, ma per ogni sorriso o dolore che vi portare dentro”. Martina non nasconde i momenti difficili, la fatica di superare la perdita della madre: “Prendo uno degli album di fotografie dallo scaffale fra le  scrivanie e torno a letto. Mi metto a pancia in giù, appoggio il raccoglitore sul cuscino e mi tiro il lenzuolo sulla testa, così non  rischio di svegliare Lori con la lucetta accesa. E a questo punto apro l’album. “Ciao, mamma.” Ma non lo dico a voce alta,  non posso fare rumore. Lo penso soltanto. Lo penso dentro al cuore”. Questi pensieri, però, la rendono più attenta e disponibile, l’aiutano a comprendere meglio le difficoltà degli altri, l’hanno portata a pensare che la fragilità fa parte della vita, a posare di nuovo sul futuro uno sguardo di speranza.

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