Da Romano a Covo, il Progetto «Coglia» riscopre la vicenda delle reliquie di San Lazzaro e della Maddalena

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Un nuovo tassello si aggiunge alle vicende del condottiero bergamasco Bartolomeo Colleoni vissuto durante il Rinascimento Italiano. Si tratta del percorso intorno al ritrovamento delle reliquie di Santa Maria Maddalena e San Lazzaro che porta, quest’anno, il progetto Coglia a concentrare una serie di iniziative culturali, che si svolgono dal 20 luglio al 17 dicembre in diverse città della bergamasca: Romano di Lombardia, Cavernago, Solza, Urgnano, Martinengo, Bergamo e Covo. Le più importanti manifestazioni, oltre alle rievocazioni storiche, concerti e convegni, saranno: la mostra itinerante «La religiosità del Colleoni. Le reliquie di Lazzaro della Maddalena» che sarà inaugurata a Romano di Lombardia domenica 28 luglio (si sposterà nei castelli e nelle chiese di Cavernago, Solza, Urgnano, Covo, Bergamo e Martinengo, sempre con la possibilità di visite guidate), la cerimonia di premiazione del concorso «Il dolce del Colleoni» che avrà luogo a Cavernago domenica 22 settembre e la presentazione del volume il 27 ottobre a Bergamo Bartolomeo Colleoni e le reliquie dei Santi Maria Maddalena, Lazzaro … da Senigallia a Covo e Romano curata dal direttore del Progetto Coglia Gabriele Medolago e dai suoi collaboratori.

L’intricata vicenda del ritrovamento delle reliquie di San Lazzaro e Santa Maria Maddalena coincise con l’arrivo del condottiero Bartolomeo Colleoni con le sue truppe a Senigallia tra il 1443 e il 1444, perché il suo cappellano e confessore agostiniano Fra’ Bellino Crotti da Romano di Lombardia aveva trovato, presso l’altare della diroccata chiesetta di Santa Maria Maddalena, una piccola cassa con alcune ossa e un memoriale. Questo testo diceva che le ossa della Maddalena e di San Lazzaro erano state portate a Senigallia dall’unica figlia di un nobile di Marsiglia la quale, andando in sposa al conte di Senigallia, le aveva chieste al padre e le aveva riposte in quella chiesa. Di conseguenza, Fra’ Bellino andò dal Colleoni e gli propose di portare nei suoi castelli questo tesoro, togliendolo da un luogo in cui erano tenute senza onore.  Ma Bartolomeo rispose che essendo un soldato e un peccatore non poteva incaricarsi di trasportare questi oggetti sacri e perciò chiese al suo cappellano di portarle con sé.

E così Fra’ Bellino prese le reliquie e le portò in Bergamasca per poterle donare a una chiesa dei domini del Colleoni. La sua prima tappa fu Covo dove Fra’ Bellino lasciò nella chiesa maggiore il teschio di San Lazzaro e, pare, altre reliquie. Successivamente,  il 14 giugno 1444, il frate agostiniano arrivò a Romano di Lombardia con le reliquie della Maddalena. Il 19 luglio dello stesso anno, il Comune di Romano decise di realizzare una chiesa in onore della Santa e Bartolomeo Colleoni ne finanziò la costruzione in significativa parte.
Purtroppo l’edificio non ebbe però lunga vita, infatti nel 1503 venne demolito con la cappella della Trinità, per costruire una chiesa in onore di San Defendente che diventò il protettore della città.
Quindi le reliquie della Maddalena furono portate nella chiesa parrocchiale, e più tardi, nel 1621, venne realizzato un pregevole reliquiario, ancora oggi conservato, che era stato commissionato a Venezia dal ricco commerciante romanese Bernardino Agazzi che fece porre lo stemma del Comune di Romano e della sua famiglia. Inoltre, la stessa famiglia Agazzi fece edificare, nel 1603, l’altare dell’Immacolata Concezione per collocare il reliquiario.
Poi, nel 1727, la chiesa parrocchiale di Romano venne ricostruita e le reliquie furono traslate nella nuova. Quattro anni dopo, nel 1776, l’altare venne rifatto su progetto di Francesco Antonio Caniana e nel 1778 il vescovo di Bergamo monsignor Giovanni Paolo Dolfin autenticò le reliquie. Ora, dal 2006, le reliquie si trovano al Museo di Arte e Cultura Sacra.

Nel frattempo, a Covo, le reliquie di San Lazzaro dopo essere rimaste nell’antica parrocchiale di Santo Stefano furono portate nella parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo consacrata nel 1491, inserendo nell’altare proprio alcune parti di esse, che furono indirettamente autenticate dal cistercense Francesco Caldererio arcivescovo di Cesarea. Le altre ossa rimasero riposte in una cassa fino al 1637 in un apposito altare nella vecchia parrocchiale; ora questa non esiste più e le reliquie sono state spostate nella attuale chiesa. Nel 1721, le reliquie vennero autenticate dal vescovo di Cremona monsignor Alessandro Maria Litta che collocò il cranio di San Lazzaro nel nuovo reliquiario ancora esistente. Due anni dopo, nel 1733, venne realizzata la parte marmorea dell’altare, ancora oggi conservata. La devozione dei cittadini di Covo verso San Lazzaro fu sempre molto forte tanto da essere scelto nel 1659 come patrono della città.

BARTOLOMEO COLLEONI (Solza 1392/1393-Malpaga 1475)

Un cenno alla biografia, molto nota, di Bartolomeo Colleoni: fu uno dei maggiori condottieri italiani durante il Rinascimento  e un innovatore della tecnica militare. Inoltre, fu anche un uomo di fede e di carità perché fondò molte chiese e conventi. Infatti, nel 1446 collaborò in modo determinante alla costruzione dell’ora scomparsa chiesa di Santa Maria Maddalena in Romano, sul luogo dove oggi sorge la chiesa di San Defendente, nel 1461 fondò il convento domenicano di Santa Maria della Basella ad Urgnano, nel 1471 la chiesa di Santa Maria Incoronata di Martinengo con il relativo convento francescano maschile, tra il 1473 e il 1474 quella di Santa Chiara con annesso il convento francescano femminile, la cappella funeraria in Bergamo Alta dedicata a San Giovanni Battista cui opera del celebre Giovanni Antonio Amadeo, l’architetto della Certosa di Pavia e riedificò la chiesa di San Pietro in Romano. Non solo, nel 1466, per fornire una dote alle ragazze povere che ne consentisse un onesto matrimonio, edificò  il Luogo Pio della Pietà, istituzione ancora oggi attiva nel campo della beneficenza, a Romano donò alla Misericordia i portici così denominati che vennero arricchiti di botteghe e beneficò anche l’ospedale.

Infine, nel 1474, durante una malattia, Bartolomeo Colleoni fece voto alla Madonna di Loreto di recarsi con i suoi uomini a quel santuario dove assolse il voto tra la fine di gennaio e inizio febbraio 1475. Morì a Malpaga il 3 novembre dello stesso anno.

IL PROGETTO «COGLIA»

Ispirandosi al grido di battaglia delle truppe colleonesche «Coglia», nel 2016, grazie alla Pro Loco Due Castelli Cavernago Malpaga e dal Comune di Cavernago, nasce il progetto Coglia. Il suo scopo è studiare e valorizzare la figura del condottiero Bartolomeo Colleoni, i discendenti di sua figlia Ursina Colleoni e del comandante Gherardo Martinengo (XV-XIX secolo), i luoghi, gli edifici, gli oggetti e i personaggi ad essi legati attraverso l’organizzazione di una serie di eventi culturali che possano dare una maggiore consapevolezza ai cittadini del loro patrimonio e sviluppare turismo locale. Attualmente, al progetto Coglia, hanno aderito numerosi soggetti, enti e associazioni culturali. Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito www.coglia.org.

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