Imprevisti

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La prima serata di Sanremo 2014 è iniziata presto, con un comizio di Beppe Grillo fuori dall’Ariston. Grillo, coerente con il suo passato da uomo di spettacolo, vede ancora nel Festival una vetrina privilegiata e ha mantenuto la promessa fatta ai suoi follower su Twitter. Prima di mescolarsi alla platea, il leader del Movimento 5 Stelle ha attaccato la Rai, “rovina dell’Italia”. Fabio Fazio si è trovato in difficoltà: una serata dedicata alla musica e alla leggerezza è iniziata subito nel segno della politica e della denuncia sociale. Per di più il tendone non si apriva. E non appena il conduttore ha incominciato il suo monologo sulla bellezza, che intendeva mettere a nudo le ferite dell’Italia, due operai del Consorzio di bacino di Napoli e Caserta sono intervenuti in sottofondo, minacciando di buttarsi dalla balconata più alta dell’Ariston. Fazio ha risolto la situazione accettando di leggere in diretta la loro lettera di denuncia: l’appello di due persone disperate, che da mesi non ricevono lo stipendio, e in cui si legge la difficoltà comune a tanti altri italiani colpiti dalla crisi. Il conduttore voleva mettere a nudo le ferite dell’Italia? Eccolo accontentato. Eccolo subito immerso nella più dolorosa: la mancanza di lavoro. La realtà che irrompe nello spettacolo stona un po’ con una messa in scena volutamente kitsch e sopra le righe: ballerine come cheerleader con grandi pon pon rosa, i costumi improbabili della Littizzetto, che fa la sua parte, come sempre. E poi il siparietto, troppo lungo, di Fazio con Letizia Casta, in cui molta buona volontà non compensa la mancanza di doti canore e attoriali. In mezzo a tutto questo resta la musica, con l’omaggio intenso di Ligabue a De André, l’omaggio a Jannacci, canzoni molto sanremesi, qualcuna discreta, ma senza grandi acuti. Vedremo domani.

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